E al Liceo una fiaccolata e un minuto di silenzio

Il preside del Da Vinci, Bocchia, gli studenti e i genitori organizzano eventi in ricordo della Angrilli
PESCARA. Una fiaccolata per Marina Angrilli. La organizzeranno gli studenti (affiancati dalle famiglie) del liceo scientifico Leonardo Da Vinci, diretto da Giuliano Bocchia. La prof di Lettere e Latino era amatissima dai suoi allievi di 2° O, 4°P e 5° A. Ieri alle 12 la campanella è suonata e i ragazzi si sono raccolti in silenzio per un minuto nei corridoi, dopo aver trascorso la notte a chattare e a scambiarsi ricordi sul telefonino. Presto sarà convocato un incontro tra le famiglie e gli psicologi per aiutare i ragazzi a superare il dramma.
La docente scomparsa si divideva tra le classi dell’istituto dei Colli e la succursale di piazza dei Grue, a Portanuova. Oggi la Angrilli «avrebbe dovuto accompagnare i ragazzi a Borgomarino a vedere le case del quartiere marinaro su cui stavano facendo ricerche», rivela il dirigente scolastico, «siamo profondamente addolorati e tristi. Era molto esigente con gli studenti, ma era affezionata e sapeva trarre il meglio da loro. Era sempre sorridente, serena, nulla faceva presagire la tragedia. Abbiamo riflettuto insieme, i ragazzi sono molto provati».
I genitori dicono che i figli «sono cambiati» con la prof Angrilli, definita da Lara Cacciagrano, presidente dell’associazione genitori del Da Vinci, «una donna distinta, bellissima, sempre curata, i ragazzi sono sconvolti. Ora stiamo organizzando una fiaccolata in suo ricordo».
«Una signora dolcissima, d’altri tempi, che aveva trasmesso ai nostri figli la voglia di studiare» aggiunge un altro genitore, Giuliano Natale, che oggi poggerà una rosa sulla cattedra della prof, «mio figlio Andrea è cambiato, per tutti ha sempre avuto parole di incoraggiamento. Mi auguro che trovi pace accanto a sua figlia».
Stefano Aquilio, un altro genitore, la ricorda come una «prof eccezionale, quella che tutti i genitori vorrebbero per i loro figli. Aveva già in mente il loro futuro professionale, li vedeva in carriera. Amava premiare le eccellenze. Era riservata, mai trapelato un disagio interiore». Il figlio, Mario, studente di quinta, riferisce che la Angrilli «negli ultimi tempi era molto materna e ci esortava a impegnarci per gli esami».(c.co.)

