E al nido vanno in quarantena i giocattoli

Vengono messi in isolamento per due giorni dopo l’uso. Corsi Covid e test sierologici per gli operatori
PESCARA. Qualche giocattolo in meno, gruppi ancora più piccoli e operatori muniti di mascherina e di visiera, quest'ultima da utilizzare durante la somministrazione dei pasti o nella fase del cambio pannolino. Ritorno alla normalità, con i dovuti accorgimenti, negli asili nido che da lunedì, ma in alcuni casi anche dal primo settembre, hanno ripreso le loro attività. «Rispetto allo scorso anno», racconta Dino D'Onofrio, titolare del nido Dadino, «abbiamo fatto una divisione in gruppi ancora più piccoli, di un massimo di 5 bambini, per agevolare l'inserimento. Abbiamo una capienza di 20 bambini, ma al momento abbiamo cominciato con la metà». Proprio la presenza di gruppi meno numerosi permette ai quattro operatori, tutti sempre con le mascherine indossate e pronti a utilizzare la visiera in contatti più ravvicinati, di tenere maggiormente sotto controllo l'utilizzo promiscuo di alcuni giochi. «Abbiamo ridotto un po' sia la presenza di giocattoli sia di arredi», evidenzia D'Onofrio, «per togliere tutto ciò che è superfluo. Nonostante queste modifiche, è stato un bel rientro. Ci è mancato tanto non poter stare con i bambini e abbiamo visto la voglia di tornare da parte sia dei piccoli sia dei genitori. Da parte loro è importante una grande collaborazione perché, affinché tutto funzioni, c'è bisogno della corresponsabilità di tutti». Come richiesto nelle linee guida, infatti, i genitori devono effettuare la misurazione della temperatura a casa e non portare il bimbo nella struttura in presenza di sintomi. In una scelta condivisa insieme ai genitori, ci sono asili che hanno deciso di provvedere alla misurazione della temperatura dei bambini, ma anche dei loro accompagnatori, ogni mattina in sede. Lo ha fatto la Casa di Amy.
«Pur se non previsto nelle linee guida», spiega la titolare Valentina Valentini, «abbiamo fatto questa scelta che conferisce a tutti una maggiore serenità. Abbiamo riaperto lunedì e al momento stiamo gestendo gli ingressi dei bambini che già frequentavano la struttura. Abbiamo creato una quarantena dei giocattoli, vale a dire che abbiamo diviso i materiali, che con continue igienizzazioni si rovinerebbero, in sottogruppi. Quelli adoperati un giorno, per i due successivi vengono messi in isolamento, all'aperto. Alcuni giochi li abbiamo tolti completamente, come ad esempio una piscina con palline colorate. Eravamo spaventate da questa ripartenza, ma devo ammettere che sta andando bene, i genitori sono fiduciosi e collaborativi». Misurazione della temperatura in struttura anche nell'asilo Il Filo Rosso. «Abbiamo ricominciato il primo settembre», illustra Loretta Delmonte. «Abbiamo suddiviso la struttura in tre aree, ciascuna delle quali con educatrici e materiali dedicati e con un massimo di sei-sette bambini di età mista tra i 9 mesi e i due anni e mezzo. Il nostro progetto educativo prevede l'unione di bimbi piccoli con i grandi che rappresentano uno stimolo reciproco. All'ingresso abbiamo inserito un tappetino per la sanificazione delle scarpe di adulti e bambini e per evitare l'accesso dei genitori abbiamo deciso di ridurre la fase di inserimento da un'ora a 30 minuti per rendere il distacco più graduale. Tutte le operatrici hanno fatto un corso Covid e ci siamo sottoposte al test sierologico. Ogni 20 giorni facciamo una sanificazione generale della struttura».

