E al terminal i baristi diventano buttafuori

Marx e Davide respingono chi infastidisce i clienti del chiosco, sorvegliato da una decina di telecamere
PESCARA. Marx e Davide sono in servizio notturno al bar del terminal, sabato notte. Alla mezzanotte manca circa un quarto d’ora. Ai due barman non sfugge nulla e talvolta costretti a improvvisarsi buttafuori per difendere il chioschetto, di proprietà di Angelo Corsani, da ubriachi e gente molesta. Il piccolo bar è circondato da una decina di telecamere di sorveglianza. All’interno, i monitor sono accesi e riprendono, frammento per frammento, il movimento all’esterno. Ma se, intanto, qualcuno prova a fare il furbo e dà fastidio ai clienti «noi lo buttiamo fuori» senza troppi complimenti. «La situazione è drammatica soprattutto di giorno», rivelano Davide Manzo e Marx Romano, «quando qui fuori ci sono strani traffici, con i pacchetti vuoti di sigarette interrati nella pianta del vaso e utilizzati per scambiare le dosi. Al pomeriggio è un brulicare di stranieri ubriachi che infastidiscono i passanti». Dopo lo stupro dell’estate scorsa, «i controlli delle forze dell’ordine sono aumentati» confermano i baristi, ma non basta mai. Fuori dalla piccola attività, il parco del terminal spoglio delle siepi, rase al suolo dopo la violenza sessuale dell’agosto scorso consumata da un senegalese ai danni di una malata psichica, è deserto. A quell’ora c’è poca gente in giro. I bus sono in attesa di utenti, ma rimangono fermi.
Dal muretto cloaca, che separa corso Vittorio dal terminal bus, arriva un odore terrificante di pipì. Quel muro viene usato come latrina all’aperto e le inferriate di un cancello sono ormai corrose da quell’acido umano. «Ma è mai possibile che in questo terminal, dove arrivano e partono tantissimi viaggiatori ogni giorno, non ci debba essere una toilette? Noi l’abbiamo, ma è per uso privato. Essendo un chiosco, non abbiamo le autorizzazioni a far usare il bagno all’utenza. Però da noi in tantissimi vengono a chiederci, disperati e con i bambini, se possiamo far usare il bagno. Non possiamo e rischiamo di passare per insensibili. Mandiamo i clienti alle toilette della stazione, ma è a pagamento. Questo terminal necessita di un wc urgentemente. Abbiamo avuto gli stessi problemi durante il concerto di capodanno, che però si è svolto con un servizio di security d’eccezione».
E se qualcuno lascia una bici nelle rastrelliere, accanto al bar, «o non ce le ritrova o ritrova degli scheletri senza ruota» rivelano i baristi. (c.co.)

