E Alessandrini dà l’addio con un documento di 200 pagine
PESCARA. È di 204 pagine il documento di fine mandato che Marco Alessandrini lascia al suo successore. Quello presentato dal sindaco, già approvato dalla sua giunta, è una sorta di testamento...
PESCARA. È di 204 pagine il documento di fine mandato che Marco Alessandrini lascia al suo successore. Quello presentato dal sindaco, già approvato dalla sua giunta, è una sorta di testamento politico in cui sono contenuti tutte le azioni, le opere e gli interventi realizzati nel corso dei cinque anni di amministrazione della città. Si va dal porto, alla riqualificazione dei due lungomare, dalle politiche per il verde, a quelle per il sostegno delle famiglie povere, fino all’istituzione del Gruppo di intervento operativo antidegrado della polizia municipale.
«Sono stati anni di grandi emergenze, le più grandi mai conosciute dalla città», scrive Alessandrini, «le abbiamo affrontate facendo di necessità virtù, caso per caso». «Tanti problemi, ma anche tante soddisfazioni», fa presente, «perché penso che la politica sia guardarsi negli occhi e trovare soluzioni. L’esperienza da sindaco è stata impegnativa, a volte difficile, spesso complicata, ma anche piacevole e, di certo, l’esperienza più onorevole per chi si mette a servizio della comunità, com’è accaduto a me».
«Dopo le elezioni», prosegue il sindaco, «ho subito sperimentato la prosa dell’amministrazione spendendo le prime ore da primo cittadino a cercare soluzioni per evitare il default a cui Pescara era esposta». «Abbiamo lavorato subito per evitarlo», conclude, «ci siamo riusciti e un passo dopo l’altro abbiamo restituito alla città la sua capacità di programmare, abbiamo rimesso a posto i conti per poter dare servizi alla comunità: il sostegno sociale perché nessuno rimanesse indietro, la riattivazione della macchina della manutenzione, la conclusione di opere attese da anni». (a.ben.)
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