E all’Alberghiero in 24 hanno chiesto aiuto

Lo sportello dell’istituto raccoglie le segnalazioni delle vittime di soprusi. La preside: episodi frequenti
PESCARA. Gli episodi di bullismo di cui era stata più volte vittima l’avevano indotta ad abbandonare la scuola. La forza di denunciare tutto allo sportello del suo istituto, insieme all’intervento del pool di docenti e psicologi che gestiscono il punto di ascolto e che sono andati per due mesi a casa, per sostenerla e farla sentire al sicuro, l’hanno riportata a scuola.
Quella di Silvia (nome di fantasia), studentessa di una seconda dell’istituto alberghiero De Cecco, è una delle storie di paura e dolore che può affliggere un’adolescente vittima di bullismo e cyberbullismo, il cui finale è stato lieto grazie a un intervento immediato.
Da gennaio 2020, la scuola ha attivato uno Sportello contro il Bullismo e Cyberbullismo, «al quale gli studenti possono rivolgersi per denunciare episodi subìti o per aiutare i compagni più fragili», spiega la preside Alessandra Di Pietro che, in occasione della Safer Internet Day, la giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi che comporta utilizzare internet, traccia un bilancio dell’attività condotta. Con la docente Concetta Dell’Osa, referente al suo interno, opera un team di quattro psicologi e psicoterapeuti coordinati dal dottor Daniele Garozzo, «pronti ad ascoltare i ragazzi, ma anche i docenti, assicurando l’adeguato supporto alla vittima», continua la preside. Nell’anno scolastico 2021-2022 lo sportello ha condotto circa 24 interventi, la maggior parte dei quali per la fascia di età tra i 14 e i 16 anni. Complessivamente, tra vittime e persecutori sono stati 113 i ragazzi della scuola toccati da episodi di bullismo.
Nell’anno scolastico in corso, alla data del 6 gennaio, sono stati portati a termine 10 interventi, di cui 5 al biennio e 5 al triennio. «Episodi di bullismo sono piuttosto frequenti nelle classi del biennio», analizza Di Pietro. «Il disagio psicologico della pandemia si evidenzia principalmente nei ragazzi più giovani, perché sono più fragili e in una fascia di età adolescenziale in cui la personalità è in formazione».
L’ultimo caso gestito dallo sportello risale a due settimane fa circa, quando un’altra ragazza di seconda si è rivolta piangendo al responsabile di plesso, perché aggredita verbalmente e fisicamente da una sua compagna di Prima, il tutto mentre un terzo ragazzo riprendeva la scena con il telefonino. Sempre il cellulare è stata l’arma utilizzata contro una studentessa con disabilità della scuola, ripresa dai compagni solo per prenderla in giro e ledere la sua dignità.
«Nello sportello docenti e psicologi supportano i ragazzi vittime di bullismo, ma anche gli autori, perché i dati ci dicono che spesso il persecutore viene da una condizione di vita critica, da un ambiente familiare violento, dunque va rieducato e indotto a capire le cause del proprio comportamento e anche gli effetti che lo stesso produce», specifica.
Proprio per far comprendere ai bulli il peso delle loro azioni, l’istituto ha attivato dei rapporti di collaborazione con le associazioni del territorio come la Caritas, dove i ragazzi vengono coinvolti in attività di volontariato, «e i risultati sono strepitosi, perché con queste attività gli studenti fanno emergere il meglio di loro stessi, diventando esempio per gli altri», conclude la dirigente.

