E anche Città Sant’Angelo festeggia il suo “Ndirucce”

CITTÀ SANT’ANGELO. Primo appuntamento, ieri a Città Sant’Angelo, per la XXVI edizione del Carnevale di ‘Ndirucce. Per tutto il pomeriggio le strade del centro storico angolano si sono animate di...
CITTÀ SANT’ANGELO. Primo appuntamento, ieri a Città Sant’Angelo, per la XXVI edizione del Carnevale di ‘Ndirucce. Per tutto il pomeriggio le strade del centro storico angolano si sono animate di musica, colori, allegria e maschere per il tradizionale appuntamento promosso sotto la regìa dell’associazione Palio delle contrade in collaborazione con il Comune di Città Sant’Angelo.
Sono ben otto le contrade in gara - Annunziata, Casale Corso, D’Annunzio, Madonna Della Pace, Marina, Piano Della Cona e Villa Cipressi – che quest’anno si contendono il titolo interpretando in maniera originale e divertente il tema dell’anno: «Canta che ti passa. Canzoni in maschera». Come ogni anno, inoltre, i concorrenti si sfideranno a colpi di sonetti (tavitte) riportando in scena il ricordo di 'Ndirucce, la storica maschera che un tempo girava tra le viuzze del centro storico con la sua chiassosa orchestrina urlando i fatti scandalistici del popolo angolano.
Dopo la prima sfilata delle contrade per le vie del centro storico, seguita dall’esibizione dei contradaioli in piazza Garibaldi di ieri, la festa di Carnevale, con le sue originali maschere e coreografie e la presenza di centinaia di figuranti ispirati ai grandi successi della musica, riprenderà domani alle 16 con una nuova sfilata nel centro storico, per poi arrivare alla proclamazione della contrada vincitrice e de “Lu ttavitte più piccante”. Tra i protagonisti del Carnevale angolano anche il consigliere pentastellato Stefano Seracini che, da grande sostenitore della manifestazione, esprime le sue rimostranze sul mancato sostegno dell’amministrazione Perazzetti allo storico evento. «La mia proposta di sostenere l’evento e darne spazio anche d’estate è stata bocciata», evidenzia l’esponente di opposizione, ricordando come la manifestazione sia resa possibile grazie al lavoro dei cittadini. «Per la politica attuale impegnata nella campagna elettorale in Regione, le tradizioni non contano», prosegue, «e vanno penalizzate, perché chi partecipa deve farlo pagando di tasca propria». (a.l.)

