E anche Porta Nuova protesta: troppi furti prostitute e accattoni

Ieri la prima assemblea di quartiere del neonato comitato «Serve un distretto culturale-turistico per far rinascere l’area»
PESCARA. Se il centro cittadino piange sul degrado, Porta Nuova non ride. Anzi, dall’altra parte del fiume ci si prepara alla battaglia. Commercianti e residenti, per la prima volta uniti, affilano le armi con la costituzione del comitato (500 adesioni) popolare “Pescara Porta Nuova che verrà», nato da una idea di Vincenzo Di Giambattista, coiffeur di via Benedetto Croce e Lorenzo Verrocchio, esperto in comunicazione e marketing. Ieri sera alle 17 al circolo Porta Nuova di via dei Marsi, la prima assemblea pubblica a cui hanno partecipato una trentina tra negozianti e residenti che si sono confrontati sulle «emergenze» riassunte in 10 punti, che riguardano «il futuro» del quartiere.
Di Giambattista e Verrocchio, che hanno invitato «i commercianti del centro a partecipare alla nostra battaglia», hanno elencato i «non va» di Porta Nuova. A cominciare dalla mancanza di parcheggi che potrebbero «essere realizzati temporaneamente nell’area ex Camplone». Poi: «Prostitute, senzatetto e accattoni presidiano strade e incroci anche a sud del fiume», hanno attaccato i due promotori del comitato, «e sono in aumento furti, borseggi, reati legati alla microcriminalità».
Unire il teatro Michetti («i cui lavori sono fermi»), il circolo Aternino, casa D’Annunzio e Flaiano, museo delle Genti, Cascella e Mediamuseum per creare un «distretto turistico culturale». Riguardo al teatro Michetti, la denuncia degli orafi Adele Rolando e Giulio Di Maria, che hanno l’attività nello stabile a fianco: «I lavori con le ruspe ci hanno lesionato le mura del negozio. Diffideremo il Comune. Per la sicurezza, paghiamo una guardia privata per i conrolli notturni».
Gianluca Schiazza, titolare del locale Nuvola Rossa, ha evidenziato come «6-7 anni fa Porta Nuova era terra di accoltellamenti e risse, oggi giovani ubriachi sfasciano macchine e tirano bottigliate ai balconi».
Per il comitato, la stazione Porta Nuova potrebbe essere usata come «centro congressi, mostre e incontri culturali». Potrebbe essere anche «sede del nascente comitato» è la proposta dell’architetto Domenico Chiola. Chiudono «uno dopo l’altro i negozi del quartiere, specie in viale D’Annunzio, ma la programmazione di una zona franca, fallimentare altrove, dovrebbe coinvolgere quest’area».
Il mercato di via dei Bastioni potrebbe risorgere diventando uno «show room delle produzioni tipiche». È d’accordo Pasquale Renzetti, box di salumi al mercato. La festa del patrono «non deve riguardare solo Porta Nuova ma tutta la città con eventi di maggiore rilevanza». Un «parco botanico ed eventi musicali» sono le proposte per la pineta e «riaprire alle auto con Ztl l’ex tracciato della Statale dal lunedì al venerdì da chiudere al traffico sabato e domenica, ne trarrebbero vantaggio le attività di via d’Avalos, via Pepe, viale della Pineta, via Marconi, con l’Aurum (che registra il pienone di eventi ndr) fulcro di iniziative». Inoltre «la ristrutturazione del lungomare sud non appare organica ad una crescita economica della zona». Altre proposte del comitato: sportelli sociali e centri di ascolto nelle periferie, tessere sconto tra commercianti (ma non tutti si sono mostrati d’accordo).
I promotori del comitato hanno distribuito ai presenti una «scheda sondaggio» con l’elenco delle dieci priorità su cui lavorare con facoltà di scelta anche di sole cinque. Penna alla mano, i partecipanti hanno approvato in toto i 10 punti e ne hanno aggiunti altri. Paola Mandarini, del Crazy Queen, ha proposto «derattizzazioni più frequenti e nuove location da destinare agli amanti dello skateboard di piazza Garibaldi, pulizia della zona». Aleandra Cori ha suggerito l’installazione di telecamere in via Lago di Campotosto dove abbondano «spazzatura e ratti» e dove «non ci sono marciapiedi». Annarita Troìa e Sonia Ciceria, titolari di una tabaccheria di via D’Annunzio chiedono le luminarie. L’anno scorso hanno «speso 80 euro per avere le luci di Natale». L’architetto Eugenio Farini, nel 2013, ha «consegnato al Comune un progetto di riqualificazione dell’ex tribunale di piazza Alessandrini». (c.c.)

