E arriva la macchina per i panni

13 Luglio 2017

I primi modelli di lavatrice a manovella sono della fine del Settecento

PESCARA. Dobbiamo andare indietro fino al 1765 e il 1767 per trovare memoria dei primi esemplari di lavatrice azionate a mano. I primi modelli di macchine meccaniche risalgono invece alla fine del XIX secolo; mentre in Italia i primi modelli motorizzati furono attivi nel Regno delle Due Sicilie, a Napoli, fin dal 1851. Il modello di queste prime macchine era il lavoro della lavandaia. Le prime lavatrici furono infatti concepite come macchine atte a sfregare i panni, simulando l'effetto manuale del modo più diffuso di lavare la biancheria. Inizialmente il movimento era manuale, poi elettrico, ma con uno svantaggio evidente: i panni si usuravano in fretta. La prima ed unica soluzione efficace fu l'adozione dell'agitatore: il principio è quello di forzare la soluzione detergente attraverso le fibre dei tessuti agitandoli e sbattendoli attraverso l'acqua. Sviluppata in America, questa tecnologia è sostanzialmente ancora oggi la più diffusa nel mondo e la più efficace. Negli anni venti ci fu qualche tentativo di adottare nuove tecnologie di lavaggio, con la comparsa delle lavatrici a cestello (ad asse orizzontale) che trovarono però impiego specialmente nelle lavanderie industriali. I modelli ad agitatore furono generalmente preferiti ai modelli a cestello ad asse orizzontale e furono dotati di ulteriori funzionalità: resistenze per il riscaldamento dell'acqua e mangani a rulli per la strizzatura della biancheria.
Per arrivare a una diffusione di massa delle lavatrici bisogna arrivare al secondo dopoguerra, con il boom industriale e l’incremento dei consumi. La Germania, che già prima della guerra aveva iniziato la produzione di lavatrici, si rivelò nazione guida per lo sviluppo del prodotto, optando per i modelli a cestello ad asse orizzontale. Le lavatrici tedesche avevano però problemi statici, poiché prive di sospensioni (la vasca era solidale con la scocca della macchina) che ne rendevano piuttosto complicata l'installazione.
In Italia si adottò inizialmente il modello americano, con agitatore ad una vasca e mangano per la strizzatura, poi il modello classico a due vasche, semi-automatico e, in seguito quelle a modello tedesco con aggiunta delle sospensioni.