E Blasioli lancia l’allarme sui Cup

10 Agosto 2019

Interpellanza per sapere a che punto è la nuova gara d’appalto

PESCARA . Un’interpellanza in Consiglio regionale per conoscere lo stato della nuova gara relativa alla gestione dei Cup nelle Asl della Regione Abruzzo. A presentarla è stato il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli. «A cinque mesi dalla scadenza del contratto per la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti e a undici da quello per la Asl di Pescara», dice, «non sono ancora stati predisposti gli atti di gara per l’affidamento della gestione dei Cup, e le preoccupazioni che un servizio così vitale per il sistema sanitario abruzzese si blocchi sono fortissime, specie fra gli operatori del settore, quasi 400 in tutto Abruzzo». Nel 2012, ricorda Blasioli, «venne indetto un mega appalto per l’affidamento a lotto unico dei servizi riconducibili alle attività del centro unico di prenotazione (Cup), delle Asl abruzzesi, espletati con modalità front-office allo sportello e con modalità telefonica, ovvero call center. La procedura di gara venne indetta e curata alla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti in qualità di stazione appaltante capofila, ferma restando in capo alle singole Asl deleganti la stipula dei singoli contratti, la verifica della corretta esecuzione delle prestazioni e i pagamenti». Nel bando di gara, ricorda Blasioli, veniva chiarito che l’appalto, di durata triennale, poteva essere rinnovato per una sola volta per un biennio, per un totale di 5 anni.
«Parliamo di un affidamento imponente, perché relativo alle quattro Asl e dell’importo di circa 52milioni 500mila euro, riferito all’intera durata contrattuale massima prevista di anni cinque. Aggiudicato l’appalto il 2 gennaio 2015 la prima Asl a sottoscrivere il contratto è stata proprio quella di Lanciano-Vasto-Chieti, seguita da Pescara, l’Aquila e infine Teramo. Tutte hanno già prorogato il contratto e il 31 dicembre 2019 scadrà quello chietino, il primo maggio 2020 quello pescarese, quello aquilano il 31 maggio 2020, e, infine, quello teramano a dicembre 2020. Assodato che il bando non prevede ulteriori proroghe e che i tempi necessari per il primo affidamento furono molto lunghi, è forte il timore delle centinaia di lavoratori che da anni, ormai, sono il motore dei servizi Asl». (u.c.)