E c’è chi lancia l’idea delle bici in via Isonzo
Per il farmacista Germano Caldarelli, la pista ciclabile rappresenta «la morte del commercio su viale Muzii e anche i residenti sono contrari». Tania Ciampoli, foto Muzii, si è arresa: «Abbiamo fatto...
Per il farmacista Germano Caldarelli, la pista ciclabile rappresenta «la morte del commercio su viale Muzii e anche i residenti sono contrari». Tania Ciampoli, foto Muzii, si è arresa: «Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare, riunioni, esposti e raccolto 500 firme. Questa strada è troppo stretta per bus, ambulanze, vigili del fuoco e camion per il carico e scarico. E perché hanno cancellato dai progetti ciclabili l’ultimo tratto di viale Muzii? Io vengo da Spoltore, la mattina quando arrivo trovo un posto auto davanti al negozio, altrove ci sono i tossici ed è pericoloso per me. In via Isonzo hanno tolto il parcheggio su un lato, perché non la fanno lì»? Non è d’accordo Fabio Pieramico, abitante in via Isonzo: «Non vorrei un corridoio ciclabile sotto le finestre, d’estate sarebbe caos e chiasso». La “soluzione” via Isonzo, invece, è caldeggiata anche da Enza Losavio, di origini brindisine, che da due anni ha rilevato la storica (60 anni) sartoria di viale Muzii:«È la strada parallela a questa, non darebbe fastidio al commercio, ci sono perlopiù abitazioni. Pensano alla pista, gli amministratori invece di accendere le luci, che qui è buio di sera, di pulire le aiuole e le strade, di tagliare i rami degli alberi che ci entrano dentro i negozi». (c.co.)

