E c’è l’ok alla proroga della cassa integrazione

Abruzzo, la misura riguarda le imprese in difficoltà e termina il 22 luglio Il ministro Orlando: «In questo modo sarà possibile evitare i licenziamenti»
Sì alla proroga della cassa integrazione per le aziende in crisi. Il piano del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per salvare i cassa integrati è andato a buon fine e ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri. La proroga della cassa riguarda grandi imprese che si trovano in forte difficoltà ed è stata pensata per evitare i licenziamenti ed allungare la cassa integrazione, almeno fino al 22 luglio. Il piano si ramifica in tre interventi distinti.
CASSA RIFINANZIATA
Il primo provvedimento riguarda il rifinanziamento, con proroga di 6 settimane, della cassa integrazione straordinaria per cessata attività per le aziende in crisi, per le quali a breve scadono gli ammortizzatori e che sono, pertanto, a rischio licenziamento dopo il 22 luglio prossimo. Un secondo intervento fa riferimento all'autorizzazione di 13 settimane di cassa integrazione Covid-19, fino al 31 dicembre 2021, per le aziende con un minimo di 1.000 dipendenti, che gestiscono almeno uno stabilimento industriale. Infine, l'esonero dal pagamento delle quote di accantonamento del Trattamento di fine rapporto (Tfr) relative alla retribuzione persa per sospensione del lavoro o riduzione oraria e dal contributo di licenziamento per le aziende che, trovandosi in procedura fallimentare o in amministrazione straordinaria, richiedono dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 la cassa integrazione straordinaria.
MINISTRO ORLANDO. Queste la parole del ministro Orlando: «Con responsabilità stiamo lavorando per cercare soluzioni in grado di tutelare quanto più possibile i lavoratori. Quella approvata in Consiglio dei ministri», ha detto, «è una misura che consente di dare respiro a molte aziende, alla ricerca di una soluzione industriale assicurando la proroga di sei mesi dell’ammortizzatore sociale per cessata attività. Questo senza oneri per l'azienda e consentendo, quindi, al curatore fallimentare di fare istanza immediata».
DIVIETO DI LICENZIAMENTO
Il decreto legge del 30 giugno scorso ha confermato il divieto assoluto di licenziamento solo per i settori più in crisi. In particolare, il provvedimento prevede la proroga fino al 31 ottobre 2021 del divieto di licenziamento nel settore della moda e del tessile allargato. I datori di lavoro delle industrie tessili qualora, a decorrere dalla data del 1° luglio 2021, sospendano o riducano l'attività lavorativa, possono presentare, per i dipendenti in forza alla data di entrata in vigore del decreto, domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale con causale Covid-19 per una durata massima di 17 settimane nel periodo compreso tra il 1° luglio e il 31 ottobre 2021, senza che sia dovuto alcun contributo addizionale.
DEROGHE ED ECCEZIONI
Il ricorso al licenziamento non è vietato in caso di cessazione definitiva dell'attività dell'impresa, cessazione conseguente alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell'attività, stipula di un accordo collettivo aziendale, con le organizzazioni sindacali, che prevede l’incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa o ne sia disposta la cessazione, lavoratori già impiegati nell'appalto. Sono, inoltre, previste le seguenti fattispecie che restano escluse dal divieto: licenziamenti per giusta causa, per superamento del periodo di comporto, licenziamento entro il termine del periodo di prova, per raggiunti limiti di età ai fini della fruizione della pensione di vecchiaia, licenziamento dei lavoratori domestici, interruzione dell’apprendistato al termine del periodo formativo e interruzione del rapporto con l’ex socio di una cooperativa di produzione e lavoro, in caso di precedente risoluzione del rapporto associativo.
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