E c’è chi lascia il negozio agli ex dipendenti

12 Febbraio 2020

Stefano Mazzocca: dopo 24 anni ho chiuso il Girasole ma lo riapriranno i ragazzi che erano con me

PESCARA. A dicembre ha lasciato il negozio di oggettistica aperto 24 anni fa, ma Stefano Mazzocca non ha mandato a casa il personale.
I tre dipendenti si sono ripresi la sua attività, Il Girasole ex Tucano e ora proseguono il lavoro sulle orme tracciate dall’imprenditore che oggi si dedica ad altre iniziative commerciali di respiro internazionale.
«Si», conferma Mazzocca, 47 anni, «ho chiuso completamente con la mia attività che avevo fondato 24 anni fa nel locale che per diversi decenni è stato sede del Jolly, il primo supermercato del centro di Pescara. Ho cambiato stile di vita e non sono affatto pentito, anzi, sto benissimo».
Analizza l’imprenditore pescarese appassionato di vini, che «lavorare con i mercati esteri, ultimamente ho contatti con la Spagna, è molto più facile che operare qui da noi dove le tasse depredano le aziende, non ti danno tregua e la burocrazia ti fagocita».
Quella dell’imprenditore Mazzocca non è la solita storia di saracinesche abbassate, ma una scelta che lancia un segnale di speranza alle generazioni future. «Ho lasciato la mia attività», racconta, «nelle mani di giovani capaci che lavoravano con me da venti anni. Li ho accompagnati in questo nuovo percorso. Ho visto nei loro occhi l’entusiasmo di ricominciare un’avventura senza grandi paure, certo c’è da rimboccarsi le maniche. Io avevo voglia di cambiamenti in un periodo in cui c’è tanta pesantezza a livello di economie locali». È anche vero che Mazzocca ha lasciato ai suoi ragazzi «un’attività con un buon fatturato, ci si campa. Purtroppo non aiuta molto la congiuntura economica del momento, a livello nazionale e mondiale, ma loro sapranno cavarsela» è sicuro l’ex fondatore del Tucano, oggettistica di qualità tra via Roma e via Umbria che con ogni probabilità cambierà anche l’attuale nome del Girasole. Gli affitti stellari, a botte di migliaia di euro al mese, non aiutano le imprese cittadine: «I proprietari dei locali giocano sempre al rialzo, non capiscono che i tempi sono cambiati».(c.co.)
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