E chi fa musica chiede l’apertura fino alle 4

Bertoni (Confcommercio): la Regione ha dato l’ok alla riapertura, il Comune faccia presto a decidere
PESCARA. Non perdere altri giorni preziosi: fissare subito gli orari dei locali da ballo, per consentire a queste attività di lavorare fino alle 4 di notte nel fine settimana (venerdì e sabato) e fino alle 3 tutti gli altri giorni, come l’anno scorso. È la richiesta del Silb, l’associazione provinciale locali da ballo di Confcommercio, guidata da Aldo Bertoni.
Nei giorni scorsi è arrivato il via libera della Regione alla riapertura di questi locali, in deroga alle disposizioni nazionali, ma non sono stati fissati gli orari, e questo aspetto è di competenza del sindaco. Quindi Bertoni chiede di fare presto, perché «per la nostra attività siamo limitati nel tempo», visto che l’estate trascorre velocemente, e le strutture di questo settore sono state «le prime a chiudere» per colpa del coronavirus e non hanno ancora riaperto, visto che gli orari degli altri locali sono improponibili per le discoteche. Una premessa è fondamentale, per Bertoni, che parla a nome di chi ha «una licenza e l’agibilità per un minimo di 200 persone», quegli stabilimenti balneari e locali «che investono sulla regolarità e si adeguano alle disposizioni».
Una cosa diversa «rispetto a bar e ristoranti». E per fare musica, dice, «l'orario è importante». Per questa estate anomala, iniziata all'insegna delle restrizioni imposte dal Covid 19, l’ideale sarebbe replicare gli orari dell’anno scorso, garantendo «con una differenziazione rispetto alle altre strutture, perché ognuno ha la propria specificità e noi lavoriamo dopo mezzanotte. Se a una certa ora si svuotano i centri storici e viene meno l’assembramento nella zona della movida, poi i ragazzi si spostano altrove. L’ideale è farli restare a Pescara, e non farli andare in auto in altre località, da Giulianova a Fossacesia, se non Vasto o San Benedetto. È importante dare loro la possibilità di ballare qui in città», in locali che ovviamente, fa presente Bertoni, «si sono adeguati, anche alle normative Covid». Gli operatori del settore hanno già sollecitato una risposta all’assessore comunale Alfredo Cremonese, che ha ascoltato le richieste dalla categoria lunedì scorso, e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare la decisione del Comune, con la firma di un’ordinanza che compete al sindaco. «Non possiamo continuare ad aspettare», dice sempre Bertoni. «Noi siamo pronti a riaprire, dopo il via libera della Regione. Il sindaco è stato colui che ha promosso la trasformazione degli stabilimenti in discoteche e ora vorremmo che non le facesse morire, considerato che danno posti di lavoro. Certo, ora c’è la polemica su piazza Muzii, con una dialettica interna alla maggioranza, ma non vorremmo farne le spese noi, che assicuriamo un servizio in una città che vive di turismo e divertimento. Siamo fiduciosi e restiamo in attesa».
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