E chi non applica il microchip rischia una sanzione di 70 euro
PESCARA. Un cane di razza, ma senza pedigree, proveniente da allevamenti locali, può costare in negozio dai 450 agli 800 euro. Ma al momento dell’acquisto, il nuovo padrone deve preoccuparsi del...
PESCARA. Un cane di razza, ma senza pedigree, proveniente da allevamenti locali, può costare in negozio dai 450 agli 800 euro. Ma al momento dell’acquisto, il nuovo padrone deve preoccuparsi del microchip, il codice di 15 cifre che impresso sull’animale ne consente l’dentificazione in caso di furto, smarrimento o altro.
Spiega Fabrizio Di Giulio, responsabile del servizio Igiene urbana della Asl: «Nei nostri ambulatori la tariffa regionale per il microchip è pari a 12,80 euro, ma ci sono anche molti liberi professionisti che hanno l’autorizzazione per applicarlo, a prezzi che ovviamente variano a seconda dei casi. L’importante», sottolinea Di Giulio, «è che il microchip vada fatto entro i primi tre mesi di vita dell’animale, e comunque prima della cessione al nuovo padrone. In sostanza, deve occuparsene chi cede il cane, prima del passaggio di proprietà che va comunque comunicato alla Asl, senza costi, come pure le cessioni, le morti e gli smarrimenti degli animali».
Chi non mette il microchip al proprio cane rischia la sanzione di 70 euro. «La stragrande maggioranza delle persone provvede a iscrivere il cane all’anagrafe canina», va avanti il responsabile Asl, «ma ogni tanto c’è qualcuno che viene beccato».
Lo strumento per la verifica è un lettore specifico, di cui sono dotati i veterinari, la Asl, la forestale , i comuni e la polizia municipale. Una volta letto il codice, si accede alla banca dati, regionale o nazionale e, digitando quelle 15 cifre
si ottiene il nome del proprietario e tutti i dati relativi all’animale». (s.d.l.)

