E comincia a vedere la luce la galleria della Fondovalle

Il sopralluogo dei sindaci Bucci (Gamberale) e Caruso (Castel di Sangro) L’infrastruttura da 190 milioni unirà l’Adriatico al Tirreno. Pronta nel 2022
GAMBERALE . Si lavora senza sosta nel cantiere della Fondovalle Sangro, si collocano grosse travi di acciaio sui pilastri del viadotto, si spiana, si erige e, soprattutto, si scava la galleria Gamberale-Quadri. L’obiettivo è che nell’autunno del 2022 l’opera sia completata. Due sindaci, Maurizio Bucci, di Gamberale e Angelo Caruso di Castel di Sangro, nonché presidente della Provincia dell’Aquila hanno fatto visita al cantiere e alla galleria e ne sono rimasti entusiasti. Sul cantiere sono stati accompagnati dagli ingegneri Antonio Marasco capo compartimento Anas, e Andrea Paravati dell’impresa De Sanctis che si è aggiudicata i lavori. La galleria ha una lunghezza di circa 2 chilometri. Dal lato di Gamberale sono stati scavati 280 metri, da quello di Quadri 120: è detta di Gamberale-Quadri ma una denominazione specifica ancora non gli è stata data.
L’OPERA. Ha un costo complessivo di 190 milioni 400 mila euro ed è stata finanziata dalla Regione (ex giunta D’Alfonso) per 78 milioni a valere sul Masterplan, mentre gli altri 69 milioni sono stati stanziati attraverso le risorse del decreto Sblocca Italia. L'entrata in funzione dell'arteria faciliterà il collegamento dell'Adriatico al Tirreno attraverso Abruzzo e Molise. Si sono aggiudicati l'appalto De Sanctis Costruzioni spa, Oberosler Cav. Piero srl e l’Ircop spa (ausiliaria: Idrogeo srl). È un raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) con sede a Roma. Il cantiere si sviluppa complessivamente su 20 ettari, da completare saranno 5,3 chilometri, tra le stazioni di Gamberale e Civitaluparella, di questi 2,5 chilometri saranno in galleria, 1,2 si svilupperanno su viadotti.
Un aiuto sensibile è dato dalla possibilità di utilizzo del tracciato, 5 chilometri, della ex ferrovia Sangritana, il cosiddetto sedime che assorbe il 60-70% dell’intero traffico del cantiere oltre che per lo stoccaggio del materiale e dei mezzi dell'impresa. Il tracciato inizia in prossimità della stazione ferroviaria di Gamberale-Sant’Angelo, in corrispondenza del viadotto esistente sul fiume Sangro. Nel primo tratto viene realizzata la rampa d’uscita per chi proviene dalla costa adriatica ed è diretto verso Pizzoferrato/Gamberale, mentre nel verso di percorrenza opposto il collegamento con la viabilità secondaria è garantito dall’adeguamento dell’intersezione esistente. Il tracciato prosegue superando la ferrovia con un viadotto e, dopo circa 1 km, entra in galleria per 2,5 km, continuando poi tra la ferrovia e la strada provinciale 164.
Poco prima dell’abitato di Quadri il tracciato scavalca nuovamente la ferrovia e quindi il fiume Sangro con un viadotto, ricollegandosi al tratto già ammodernato dove è prevista la realizzazione dello svincolo “Quadri Est”.
La pavimentazione avrà caratteristiche drenanti e fonoassorbenti. Durante tutta la durata del cantiere sono attuate specifiche misure per garantire la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della flora e della fauna esistente, oltre a interventi di inserimento ambientale finalizzati a rendere l’opera compatibile con il contesto paesaggistico.
L’MPORTANZA DELL’OPERA. È l’ultimo tassello per il completamento di un’infrastruttura che ha il compito importantissimo di collegare in modo diretto le aree interne del Paese alla costa e ai corridoi autostradali Nord-Sud. Il tratto che si sta realizzato oltre a completare la direttrice consentirà di superare una bretella stretta e tortuosa, migliorando la sicurezza della circolazione e i tempi di percorrenza ed evitando al traffico leggero e pesante l’attraversamento degli abitati, che saranno facilmente accessibili dagli svincoli.
PARLANO I SINDACI. «L’opera» dice Maurizio Bucci «è davvero imponente, entrare nella galleria dà un impatto visivo inimmaginabile. Per il territorio sarà un beneficio sia in termini turistici sia logistici perché si collegherà il Tirreno con l’Adriatico in tempi brevi. È un’opera attesa da 40 anni e saremo noi a trasmettere questo testimone alle nuove generazioni. Un ringraziamento va all’impresa De Sanctis e al suo direttore del cantiere, sempre attenti verso tutto e tutti e più che disponibili verso le esigenze della popolazione».
Per Caruso: «Il completamento della fondovalle è la realizzazione di un sogno dell’intero territorio. È un’opera che determinerà numerosi cambiamenti, amalgamerà le comunità di tutta la valle del Sangro. Ritengo che si tratti di un asse stradale il migliore di tutta la penisola, capace di collegare il versante tirrenico con quello adriatico, nel punto più stretto dello stivale, connettendo agevolmente i porti di Napoli e Ortona».

