E D’Amico raduna il Patto per l’Abruzzo

Accordo su Blasioli (Pd) vicepresidente del Consiglio e Alessandrini (M5S) segretaria dell’Assemblea
PESCARA. Ore 17, sede di Piazza Unione a Pescara. Anche per Luciano D’Amico, leader del Patto per l’Abruzzo, è arrivato il momento di fare sindaci. Segretari di partiti 13 consiglieri eletti che, da domani, occuperanno i banchi dell’opposizione, hanno tenuto ieri pomeriggio la prima riunione strategica del campo largo che, in Abruzzo, non dà alcun segnale di cedimento. Lo dimostrano le presenze all’incontro sia del segretario del Partito Democratico Daniele Marinelli sia dell’omologo del Movimento 5 Stelle, Gianluca Castaldi che, seppure dimissionario, mantiene attivo il suo impegno per l’ampia coalizione di cui è stato uno dei principali promotori.
E con loro due c’erano anche gli altri segretari, tra cui Giulio Cesare Sottanelli per Azione, Daniele Licheri per SI, Alfonso D’Alfonso per Demos. L’accordo sulle principali posizioni che spettano in Consiglio regionale alla minoranza c’è. Al Pd andrà la vicepresidenza mentre il ruolo di segretario d’aula spetta ai Cinquestelle. I due nomi sono rispettivamente quelli del consigliere Antonio Blasioli e della neo eletta Erika Alessandrini. Ai Dem andrà anche la presidenza della Commissione di Vigilanza, ma dev’essere ancora deciso chi sarà il prescelto. Non si esclude che tocchi al teramano Sandro Mariani. Così come sono state assegnate le vice presidenze delle altre commissioni del Consiglio.
D’Amico, che sarà capogruppo del gruppo misto di minoranza, è stato riacclamato leader della coalizione. E il candidato presidente del Patto per l’Abruzzo ha ribadito ieri la volontà di voler creare una scuola di formazione politica e, soprattutto, un “governo ombra”, ovvero l’esatta antitesi della giunta che Marsilio sta per varare.
Il primo atto politico si concretizzerà domani in aula quando i consiglieri di opposizione depositeranno nell’urna per elezione del Presidente del Consiglio tredici schede bianche. A meno che non accada l’imprevedibile (o quasi), e cioè che la Lega rompa subito con gli alleati di FdI e FI e crei un asse trasversale con D’Amico e il suo Patto. (l.c.)

