E da oggi l’Abruzzo ridiventa arancione
Nuove regole meno restrittive tranne che in 17 Comuni rossi
L'AQUILA. L’Abruzzo torna oggi in fascia arancione. Non sarà così per 17 comuni che, in base a un'ordinanza della Regione valida fino all'11 aprile, resteranno invece in zona rossa con nuove restrizioni più limitanti fissate dal decreto Draghi. C'è molta preoccupazione da parte degli esperti per la riapertura delle scuole prevista per domani.
Per virologo Paolo Fazi si tratta di un errore a cui si è ancora in tempo di rimediare.
LE REGOLE. Da oggi, dopo tre giorni di rosso, l'Abruzzo torna in arancione con il divieto di uscire dal proprio Comune salvo che per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute, necessità e per usufruire dei servizi non sospesi e non disponibili all'interno del proprio Comune. All'interno del proprio Comune sono invece possibili gli spostamenti dalle 5 alle 22, senza alcuna motivazione di lavoro, per questioni di salute o stato di necessità. Nei piccoli Comuni, quelli con un massimo di 5mila abitanti, è consentito sconfinare e spostarsi in un raggio di 30 chilometri (eventualmente anche in un'altra Regione) con il divieto di spostamento nei capoluoghi di provincia.
È possibile recarsi in un altro Comune (nella stessa Regione) per attività sportiva solo qualora questa non sia disponibile nel proprio Comune. Ad esempio, nel caso in cui non ci siano campi da tennis, oppure nel caso in cui l'attività sportiva comporti uno spostamento, come la corsa e il ciclismo. Purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. È possibile praticare l’attività venatoria o la pesca dilettantistica nel proprio Comune. Ed è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata (visite ad amici e parenti) all'interno del proprio Comune e una sola volta al giorno fra le 5 e le 22, nei limiti di due persone. Sarà necessaria l'autocertificazione dalle 22 alle 05 (ore di coprifuoco) e per spostamenti fuori dal proprio Comune.
LOCALI. Ristoranti e locali potranno restare aperti solo per asporto dalle 5 alle 22. Nei festivi e prefestivi saranno chiusi gli esercizi presenti all'interno dei centri commerciali a eccezione di farmacie, parafarmacie, lavanderie, generi alimentari ed edicole. Bar, gelaterie e pasticcerie potranno rimanere aperti solo per asporto dalle 5 alle 18. La consegna a domicilio è invece sempre consentita. Restano ancora chiusi mostre e musei
SCUOLE. Da domani, mercoledì 7, inoltre, riapriranno tutte le scuole, comprese le superiori dove ci sarà la didattica a distanza per il 50% degli studenti.
«Sono molto preoccupato per la riapertura delle scuole», spiega però al Centro il virologo Fazii, direttore del laboratorio della Asl di Pescara e membro del Cts regionale, «e l'ho detto in momenti non sospetti. Il pericolo di nuovi casi non si esaurisce all'interno delle scuole, dove i contagi sono minimi. Purtroppo i giovani tendono a essere trasgressivi e anche non indossare la mascherina all'uscita può essere una trasgressione. Gli incontri fuori dalla scuola portano a nuovi positivi che non sviluppano la malattia ma che la trasmettono a casa. La scuola crea momenti di rischio in situazione che sono a corollario dell'attività didattica. Io sono dell'ipotesi che bisogna chiudere la scuola fino a giugno», conclude l’esperto, «purtroppo quest'anno la situazione è stata molto complessa e da medico questo è la mia valutazione».
COMUNI IN ROSSO. Dovranno rimanere in fascia rossa fino a domenica 11 aprile. Si tratta di 17 comuni dove è stato registrato un numero di contagi superiori rispetto al resto della regione. Per la provincia dell’Aquila ci sono Celano, Pratola Peligna, Pescina, Cerchio, Corfinio, mentre per quella di Pescara, Collecorvino, Roccamorice, San Valentino in Abruzzo Citeriore.
Per la Provincia di Chieti: Lentella e infine per la provincia di Teramo i Comuni di Nereto, Colonnella, Sant’Egidio alla Vibrata, Sant’Omero, Alba Adriatica, Martinsicuro, Canzano e Pietralta, una frazione di Valle Castellana. In questi Comuni saranno consentiti solo spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute oppure necessità. Pertanto non sarà più possibile andare a trovare amici o parenti. I negozi saranno chiusi, inclusi i parrucchieri e i centri estetici. Saranno aperte, con didattica in presenza, le scuole, ma solo fino alla prima media.

