E dai balneatori la proposta: «Ridurre la durata delle docce»

18 Luglio 2024

PESCARA. Grande “sete” d’acqua anche per il settore dei balneatori, che lavorano e producono proprio nei mesi più caldi dell’anno, quando il dramma della scarsità della risorsa idrica preme forte...

PESCARA. Grande “sete” d’acqua anche per il settore dei balneatori, che lavorano e producono proprio nei mesi più caldi dell’anno, quando il dramma della scarsità della risorsa idrica preme forte sulla città e sulle attività. Riccardo Padovano, presidente della Confcommercio Pescara e della Sib Abruzzo, sigla che rappresenta proprio gli operatori del mare, oggi sarà in prima linea in sala giunta per difendere a spada tratta il proprio settore e per portare al sindaco Masci tre proposte concrete contro la dispersione e la mancanza d’acqua.
«Il settore turistico è in crisi notevole», afferma Padovano, «e noi abbiamo delle proposte concrete da discutere con il sindaco e le autorità presenti in Comune». Tre le proposte di Padovano: «Chiediamo di poter potenziare le strutture con ulteriori serbatoi privati: chi vuole, deve poter installare serbatoi nel proprio stabilimento balneare con una semplice comunicazione al Comune, senza correre il rischio d’incappare in una multa, come avverrebbe oggi. Se oggi un lido ha un serbatoi di tremila litri, ma per non restare senz’acqua vuole investire e installarne un secondo, dev’essere libero di farlo con una semplice comunicazione negli uffici preposti». Proposta due: «Un appello da parte dei balneatori ad un uso delle docce disciplinato: oggi il tempo di una doccia è di un minuto, possiamo ridurlo a 40 secondi. Faremo un lavoro di educazione dei clienti con cartelloni chiari e visibili per non sprecare più acqua».
«È il momento di collaborare tutti, e nei nostro stabilimenti sta avvenendo. Usiamo l’acqua per consumi efficienti, non sprechiamola. Chiediamo ai bagnanti di comprendere il momento storico e dare una mano».
La terza idea di Padovano per ridurre lo spreco di acqua riguarda la possibilità di «rimettere mano, il prossimo autunno, ad un piano di cui si era già parlato in passato: dare alle strutture ricettive la possibilità di utilizzare uso dell’acqua di pozzo per i servizi igienici e per le pulizie dei locali. Un modo per non sprecare più acqua potabile e buona per l’igiene personale o la cucina. Queste tre idee saranno le nostre sul tavolo del sindaco, siamo sicuri che possano essere recepite e dare un contributo concreto in questo momento critico per l’approvvigionamento idrico. D’altronde, ridurre una doccia di venti secondi è un minimo disagio sopportabile per tutti, ma che moltiplicato per le migliaia e migliaia di docce che vengono fatte in estate negli stabilimenti potrebbe rappresentare un grande gesto nella lotta agli sprechi».(o.d.a.)