E dal 3 ottobre al Palazzo Blu dipinti e sculture di Modigliani

22 Settembre 2014

PISA. Dipinti e sculture provenienti dalle maggiori collezioni internazionali ricostruiranno a Pisa la vicenda umana e artistica di Amedeo Modigliani dagli esordi livornesi alle sperimentazioni...

PISA. Dipinti e sculture provenienti dalle maggiori collezioni internazionali ricostruiranno a Pisa la vicenda umana e artistica di Amedeo Modigliani dagli esordi livornesi alle sperimentazioni parigine. Dal 3 ottobre al 15 febbraio, negli spazi di Palazzo Blu, i capolavori dell'artista maledetto torneranno a illustrare una straordinaria stagione della pittura europea e dialogheranno con quelli di celebrati compagni di strada quali Picasso, Chagall, Severini, Leger e altri. Intitolata “Amedeo Modigliani”, l'importante rassegna è stata curata da uno dei massimi esperti dell'artista toscano, Jean Michel Bouhours, responsabile del dipartimento collezioni moderne del Centre Pompidou. Bellissimo dandy, trasgressivo e libero, Modigliani fu in realtà, durante la breve vita, un genio incompreso e anche per questo si rifugiò nel vino e nell'assenzio. L'interesse di Bouhours si è incentrato sui magnifici ritratti, il genere amato da Modì, che interpretò in modo personalissimo e irripetibile, nella pittura e nella scultura, le sue teste allungate, i colli infiniti, gli occhi scuri privi di pupille, le forme ieratiche. A Napoli, Capri, Roma e Firenze, Modì scoprì i primitivi italiani, l'arte etrusca e l'architettura greco-romana. Il percorso prosegue con il primo periodo parigino, quando i suoi dipinti erano influenzati da Toulouse-Lautrec e Steinlein. La terza sessione “Teste scolpite e il tempio del piacere”, riguarda invece la vicinanza a Brancusi e all'equilibrio perfetto tra arte antica e moderna. Si prosegue con il tema del nudo, che Modì affrontò tra il 1915 e il 1916 con incredibile capacità, grazie alle sollecitazioni del suo mercante Zborowski. Costretto per motivi di salute ad abbandonare (nel 1914) la scultura, divenuta troppo faticosa per il suo fisico debilitato, nei successivi sei anni (morì nel 1920), Modigliani fece ritorno al ritratto, cui si dedicò in modo esclusivo realizzandone circa 300.