E dieci giorni fa spuntò un teschio a Scafa

Allarme per il macabro ritrovamento da parte di un cittadino sul cancello di ingresso del camposanto
SCAFA. Era stato definito uno scenario dell'orrore il ritrovamento di un teschio sul cancello del cimitero di Scafa avvenuto dieci giorni fa. Il ritrovamento era stato segnalato da un cittadino che si era recato nel luogo per visitare i propri defunti. E a denunciare la situazione di degrado erano stati i consiglieri Gianni Chiacchia e Gianni Iezzi, con lo scopo di porre riparo a quella situazione attraverso l’avvio di un indagine, per trovare i responsabili degli atti di vandalismo commessi a danno della struttura, da parte delle forze dell'ordine.
Ci si era trovati, infatti, di fronte ad uno spettacolo macabro con tombe vilipese, scoperchiate, immondizie sparse, venute fuori dai cassonetti rovesciati e, a firmare la nutrita pagina di inciviltà, un teschio appeso sulle sbarre del cancello di ingresso, fra l'altro lasciato aperto alla mercé di chiunque e degli animali selvatici.
L'intervento dei due amministratori era stato immediato con la segnalazione al sindaco Maurizio Giancola, all'intera amministrazione comunale e al comandante della locale stazione dei carabinieri luogotenente Carmine Farina che immediatamente ha aperto le opportune indagini e i necessari rilievi per poter individuare i responsabili.
«Un luogo», avevano fatto rilevare Chiacchia e Iezzi, «nonostante sia il vecchio cimitero, è ancora frequentato, tanto che erano appena trascorsi dieci giorni dall'ultima tumulazione». Un atto di inciviltà, comunque irresponsabile e perseguibile, per il danno perpetrato nei confronti di una struttura pubblica. «Quel cimitero», ha poi fatto osservare il sindaco Giancola, «è dismesso da decenni ed il cancello di entrata è chiuso con il lucchetto e con la catena di ferro, che è stata divelta da chi si è reso responsabile di un tale atto vandalico. La nostra amministrazione, al contrario di chi ci aveva preceduto che non era mai intervenuto pur avendo avuto la possibilità di avere finanziamenti pubblici per la sua sistemazione, ha preso in considerazione la possibilità di bonificare il luogo, ma occorrerebbe investire un somma di circa 700mila euro, per le opportune lavorazioni e per risarcire i titolari delle cappelle. Fondi che, purtroppo, non risiedono nelle casse comunali, ma ci si sta impegnando per un loro reperimento».

