E domani sarà lite anche sugli appalti diretti

Il Pd: «Il sindaco faccia chiarezza sui richiami, non si nasconda». E FdI replica: «Sono rilievi di forma»
PESCARA. Domani la seduta del consiglio comunale si annuncia turbolenta: i Dem non mollano la presa e chiedono al sindaco Carlo Masci di fare chiarezza davanti al consiglio comunale sulla questione degli appalti affidati in via diretta, principio di rotazione delle imprese e consulenza esterne. Dopo il richiamo dell’Anac a dicembre scorso, per il Comune di Pescara sono arrivati i richiami anche del segretario generale Carla Monaco. E si accende la polemica: «È il secondo rilievo che arriva in meno di un anno», dicono i consiglieri comunali del Pd Piero Giampietro, Giovanni Di Iacovo, Francesco Pagnanelli, Michela Di Stefano e Marco Presutti, «è indispensabile che il sindaco spieghi in aula quel che sta avvenendo sugli appalti, gli affidamenti diretti e la mancata rotazione degli incarichi. Perché in meno di un anno è il secondo richiamo pesante: il sindaco deve spiegare perché avviene tutto ciò, quali misure ha messo in campo dopo la nota Anac, senza nascondersi dietro la legge Bassanini e la separazione dei ruoli fra dirigenti e amministratori, visto che la scelta della macrostruttura è una competenza diretta della giunta comunale».
Tra il 2021 e i primi sei mesi del 2023: l’87,5% degli appalti, aveva scritto Anac a dicembre scorso, è stato affidato in modo diretto e sempre alle stesse ditte. «Questo», ricordano i consiglieri comunali Pd, «è l’ente nel quale si è sviluppato il caso Trisi e non è giusto nei confronti dei pescaresi che per ben due volte le autorità preposte al controllo della regolarità siano costrette a mettere nero su bianco rilievi che la città non merita e di fronte ai quali il sindaco avrebbe già dovuto porre rimedi chiari e operativi che, evidentemente, non ci sono stati o sono stati insufficienti».
Da Palazzo di città la replica arriva subito: per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Carota, i richiami della segretaria generale «non hanno sollevato illegittimità», dice in una nota, «ma sono rilievi di carattere formale sulle modalità di redazione di alcuni atti amministrativi, sulla loro completezza. I rilievi, cioè, riguardano la forma degli atti esaminati e non il mancato rispetto delle procedure». Per la maggioranza, gli attacchi e le segnalazioni dell’opposizione «sono parole al vento», continua Carota, «pronunciate da chi non conosce affatto le procedure, non le vuole neppure conoscere e le calpesta ogni volta che parla, interpretandole a proprio uso e consumo e dimostrando che di gare e affidamenti sa davvero ben poco. Concludo stigmatizzando la minoranza che continua a sollecitare la giunta a intromettersi in procedure amministrative che riguardano esclusivamente i dirigenti: una intromissione forzata», chiosa Carota, «che si consumerebbe contro il rispetto della legge». (e.g.)

