E dopo il convegno di semiotica, autografi e selfie per tutti

TERAMO. Chi si aspettava un barboso convegno di semiotica come pegno da pagare per ascoltare Umberto Eco sarà rimasto piacevolmente stupito ieri mattina, nella sala conferenze di Scienze della...
TERAMO. Chi si aspettava un barboso convegno di semiotica come pegno da pagare per ascoltare Umberto Eco sarà rimasto piacevolmente stupito ieri mattina, nella sala conferenze di Scienze della comunicazione, dalla brilllante e ironica affabulazione di tutti i relatori. Coerente, del resto, all’umorismo del professore, che si è detto all’inizio dei lavori “molto irritato” per i continui inviti a celebrare il mezzo secolo di “Apocalittici e integrati” («un cestino della spazzatura, una raccolta di scorie») e l’assenza di proposte due anni fa per i cinquant’anni di “Opera aperta” («un libro molto più importante»). «Non una sociologia del giovedì prossimo ma uno studio ancora attuale», ha sottolineato Anna Maria Lorusso introducendo gli interventi degli altri studiosi. «In questo libro, il cui titolo è diventato poi un modo di dire molto usato dai media, Eco proponeva una via di mezzo tra la visione degli apocalittici e quella degli integrati, protagonisti di un dibattito che oggi si ripropone a proposito di Internet», ha osservato Gianfranco Marrone. L’attualità del volume è stata ribadita da Paolo Fabbri: «Umberto Eco dice che non è un libro di storia ma di scorie, io invece credo sia una miniera a cielo aperto che merita di essere dragata. Soprattutto l’ultimo capitolo, “Il nostro mostro quotidiano”, può aiutarci a capire quali siano gli altri mostri che hanno fatto irruzione nella cultura contemporanea».
«Molti capitoli del libro sembrano scritti oggi, come le riflessioni sulla musica e sulla possibilità di produrla da soli attraverso le nuove tecnologie» ha osservato Guido Ferraro. Anche Daniele Barbieri ha riaffermato la vitalità del libro, soprattutto in relazione ai dibattiti attuali su fumetto, poesia, pubblicità. Infine Isabella Pezzini ha affidato la conclusione dell’incontro alla visione della sequenza de “La dolce vita” di Fellini, in cui l’integrato giornalista Marcello e altri ospiti sono a casa dell’intellettuale apocalittico Steiner. Poi assalto al professor Eco per autografi, foto e selfie. (a.fu.)

