E Guardiagrele rimane con altri 4 in serie B
Resta Ospedale di Comunità insieme a Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo: ecco quali sono i motivi
PESCARA . Ma le speranze per l’ospedale di Guardiagrele s’infrangono davanti a questo documento: «Nel rispetto delle indicazioni del D.M. n. 70/2015 che prevede che la sede fisica dell’Ospedale di Comunità può essere opportunamente allocata presso presidi ospedalieri riconvertiti e/o presso strutture residenziali e attuando gli standard di personale, posti letto (15-20) e degenza media (15-20 giorni)», si legge sul dossier dell’Agenzia sanitaria, «la programmazione regionale ha individuato le strutture per le quali attività e casistica rendano appropriata l’identificazione di Ospedale di Comunità».
Quali sono? Quelli già individuati da tempo sono i presìdi ospedalieri di Gissi, Casoli, Pescina e Tagliacozzo. Ma da un’analisi epidemiologica, condotta dall’Agenzia sanitaria, è emerso che la distribuzione dei soggetti ultrasessantenni con una patologia cronica (35,9% della popolazione) è omogenea nelle 4 province con una maggiore prevalenza a Chieti (37,8%). Anche il numero degli ultrasessantenni che hanno due o più patologie croniche (10,8%) è distribuito uniformemente con un picco a Chieti (12,4%). I tassi di prevalenza su 100 abitanti del diabete, broncopneumopatia cronica e demenze è omogeneo nel territorio, mentre le malattie cardiovascolari, che comprendono le malattie del cuore e cerebrovascolari, vedono una maggiore prevalenza a Chieti (19,6%) e una più bassa prevalenza all’Aquila (13,9%). «L’analisi della domanda del territorio, che ha evidenziato fabbisogni non completamente soddisfatti, ha quindi tenuto conto, come da programmazione, da un lato, di esperienze già realizzate e dello stato di avanzamento di positivi progetti avviati a livello aziendale, e dall’altro della necessità di ridurre l’inappropriatezza dell’utilizzo dei posti letto per acuti, attraverso la conferma della riconversione del presidio di Guardiagrele in Ospedale di Comunità». (l.c.)

