E i casi di contagio scendono a tre

Uno dei dati più bassi da luglio. In più continua il trend positivo di zero decessi
PESCARA. Dopo giorni caratterizzati dal trend dei contagi in crescita, solo tre i nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime ore in Abruzzo. Si tratta di uno dei dati più bassi degli ultimi dieci giorni, in cui si sono registrati oltre 120 nuovi malati, con il picco di 39 solo nella giornata di venerdì 7. Il totale dei pazienti affetti da Covid-19 in Abruzzo sale così a quota 3.512. Del totale abruzzese, 284 pazienti sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila, 876 in provincia di Chieti, 1.639 in provincia di Pescara, 679 in provincia di Teramo e 27 fuori regione, mentre per sette sono in corso verifiche sulla provenienza. Al netto dei riallineamenti sulle residenze, legati a 16 casi già conteggiati nei giorni scorsi e sui quali erano in corso verifiche, fa sapere la Regione nel bollettino quotidiano, due dei tre positivi accertati con i test più recenti sono residenti in provincia di Chieti, mentre uno è di fuori regione. Non scende, ma – a differenza degli ultimi giorni – non sale neppure il numero degli attualmente positivi, che sono 219: del totale, 23 pazienti, cioè uno in meno rispetto a lunedì, sono in ospedale in terapia non intensiva, uno (invariato) è in terapia intensiva e 195, uno in più, sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Tre in più i guariti o dimessi dagli ospedali, che salgono complessivamente a quota 2.821: la maggior parte, cioè 2.810 persone, è risultata negativa in due test consecutivi e, quindi, formalmente guarita, mentre in undici sono diventati asintomatici ed attendono i tamponi di controllo. Come ormai avviene da giorni, non si registrano nuovi decessi: il bilancio delle vittime è fermo a 472. Dall’inizio dell’emergenza sono stati eseguiti complessivamente 136.795 test. Gli addetti ai lavori, in pieno periodo di vacanze, rilanciano gli appelli alla prevenzione e alla prudenza, rivolgendosi soprattutto ai più giovani, categoria che, tra movida, locali e divertimento notturno, è quella più esposta a rischi. L’età media dei malati, infatti, si è abbassata. «Mascherine e distanziamento sociale», dicono gli esperti, «restano fondamentali». (l.d.)

