E i cittadini fanno ricorso al Tar

Parte lo scontro legale per salvare il parco e il 25 marzo scendono tutti in piazza
PESCARA. La protesta contro il progetto di un poliambulatorio da realizzare nel parco 8 Marzo diventa scontro legale. Questa mattina, una delegazione di residenti si recherà da un avvocato per prepararsi ad un eventuale ricorso al Tar, nel caso in cui l’amministrazione comunale dovesse andare avanti con il progetto della Casa di comunità, ossia un poliambulatorio aperto 24 ore su 24, da costruire al posto del giardino pubblico. I residenti, comunque, hanno deciso di non rilasciare dichiarazioni al momento su questa questione.
Il sindaco Carlo Masci, del resto, ha confermato anche ieri sul suo profilo Facebook che intende andare avanti con questa operazione cedendo il parco pubblico in comodato d’uso gratuito alla Asl per 50 anni per realizzare la struttura. I residenti, dunque, sono pronti ad impugnare l’apposita delibera, ritirata solo temporaneamente lunedì scorso in consiglio comunale, che verrà ripresentata prossimamente.
Nel frattempo ben 39 associazioni e comitati cittadini, tra cui anche i residenti di San Silvestro che protestano per il parco 8 Marzo, hanno organizzato una grande manifestazione in programma per sabato 25 marzo, alle 11, in piazza Sacro Cuore. Tutti contro sindaco e giunta. «I cittadini», hanno scritto in una nota gli organizzatori, «hanno la consapevolezza che la città è sempre più squilibrata verso il cemento, la partita in gioco è la vivibilità della stessa città, le leggi in tali ambiti non vengono rispettate, le linee guida nazionali ed europee non sono nemmeno conosciute o sono disattese da questa amministrazione». E ancora: «Abbiamo sentito dire dal sindaco che noi cittadini siamo posseduti dalla sindrome di Ninby. Abbiamo sentito il vice sindaco che bisogna candidarsi se si vuole parlare e partecipare, altrimenti niente diritto alla parola e che sono i soliti no a protestare. L’amministrazione continua incurante a governare senza ascoltare i cittadini, senza farli partecipare».
Intanto ieri Masci, con un post su Facebook, ha cercato di spiegare nuovamente l’importanza di una Casa di comunità in quella zona. «Ieri (lunedì, ndr)», si legge, «abbiamo incontrato in Comune una delegazione di residenti per spiegare loro la genesi della scelta di assegnare alla Asl l’area posta in quella via per realizzare una Casa di comunità, un presidio sanitario fondamentale per 15mila cittadini. Abbiamo spiegato loro che, dopo un’attenta ricerca e la verifica di diversi terreni di proprietà comunale, l’unica area individuata dai tecnici del Comune e della Asl è stata quella di via 8 Marzo, idonea per dimensioni, caratteristiche, logistica e destinazione d’uso, rientrante perfettamente nei parametri richiesti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)».
«L’incontro è stato molto positivo», ha aggiunto il sindaco, «i cittadini hanno capito appieno l’importanza dell’opera, il clima è stato cordialissimo, abbiamo concordato che chiederemo alla Asl di inserire nell’accordo l’impegno ad attrezzare un altro spazio nelle vicinanze con giochi per bambini e un incontro per mostrare il progetto prima della sua approvazione».
«Sindaco», ha risposto su Facebook un cittadino, «ma perché distruggere un parco? Vantiamo una città vicina all’ambiente e l’unico spazio verde in quella zona deve lasciare spazio al cemento». «Sindaco», ha aggiunto un altro, «io sono sempre stato un suo grande estimatore, ma quell’opera in quel punto è la cosa più sbagliata che si possa fare».(a.ben.)

