E i genitori ringraziano le forze dell’ordine

Di Pasquale, presidente Age: «Difficile stare dietro ai figli quando escono, controlli importantissimi»
PESCARA. «Molti accusano i genitori di non controllare i figli, che bevono eccessivamente. Ma i ragazzi di 15-16 anni non sono facilmente controllabili, non possiamo seguirli fino ai locali che frequentano per vedere se gli vengono somministrate bevande alcoliche. Sono importanti i servizi delle forze dell’ordine, e sono d’accordo con la chiusura dei locali che non rispettano le regole. Anzi le sanzioni dovrebbero essere anche maggiori». Claudia Di Pasquale, presidente a livello locale dell’Associazione italiana genitori (Age), sa bene che «il fenomeno dell’alcol si è andato intensificando negli anni. Alcuni genitori», spiega, «sottovalutano il problema, pensando che l’alcol sia meno pericoloso delle droghe leggere, e magari le accettano anche». Ma, a parte questo, per Di Pasquale non si può chiedere più di tanto ai genitori che «non possono stare addosso ai ragazzi su tutti i fronti». Si riferisce, ad esempio alle serie tv «che non possiamo certo vietare con il parental control perché non abbiamo a che fare con i bambini». Pensare di stare dietro ai giovani di 15-16 anni «non è facile, specie quando escono la sera. Ci si accorge che hanno bevuto, quando rientrano a casa, la sera. A quel punto scatta la punizione ma poi si ricomincia». Ecco perché è «fondamentale» l’attività di controllo delle forze dell’ordine. «Sono d’accordo con chiusura dei locali, per chi non rispetta la legge, e sono favorevole anche a sanzioni maggiori», prosegue la rappresentante dell’associazione suggerendo di «aumentare a 21 anni l’età per consentire l’assunzione di alcol, come avviene in America». Di Pasquale parla poi delle difficoltà di interfacciarsi con i ragazzi che sono talmente abili da «falsificare le carte di identità». «Le comunicazioni a tu per tu sono sempre più complicate: pensi di parlare solo con tua figlia e invece è collegata con altre 15 ragazze, attraverso le chat di gruppo, per cui il confronto si amplia». Nessun dubbio sul fatto che i genitori possano «intervenire», sull’alcol, «ma dobbiamo pararci da una società che ci attacca su più fronti e non ci aiuta ad educare. Certi genitori vengono presi per stanchezza», conclude. (f.bu.)

