E i giovani rifugiati diventano calciatori

Dai centri d’accoglienza di Montesilvano e Castel di Sangro, i ragazzi africani alla sfida finale a Roma
MONTESILVANO. Giovani calciatori in erba, provenienti da diversi paesi stranieri e accolti in Abruzzo, pronti a competere per il titolo di campioni nazionali. È un connubio tra integrazione e sport quello presentato ieri a Montesilvano e che vede 9 ragazzi di 17 e 18 anni, ospiti delle tre strutture di accoglienza (Sai) della città, protagonisti di un torneo di calcio giunto alla fase finale. L’iniziativa, dal titolo “Rete! Refugee Teams”, è promossa dalla Figc (Federazione italiana giuoco calcio), in collaborazione con il servizio centrale del Sai, ed è attiva nella città adriatica da tre anni. Allenamenti settimanali al campo Speziale di via Foscolo, competizioni regionali e ora l’appuntamento più importante, quello che nel weekend vedrà i giovani calciatori rappresentare l’Abruzzo a Roma alle finali nazionali in programma al Centro sportivo federale Giulio Resti, alle quali parteciperanno anche la Sicilia, il Trentino e la Puglia. A comporre la squadra abruzzese, insieme ad altri giovani immigrati ospiti a Castel di Sangro, saranno Aleksjo dell’Albania, Moussa e Selou della Guinea Bissau, Nduto e Abdoulie del Gambia, Moatez, Abdalla e Ihab dell’Egitto e Lamine del Senegal, guidati dai tecnici federali Giancarlo Giannandrea e Alessandro Di Bartolomeo.
Il progetto sportivo, che finora a livello nazionale ha coinvolto 2.300 giovani, da tre anni ha raggiunto anche Montesilvano dove il sistema di accoglienza, attivato nel 2019 e gestito dall’Azienda Speciale, ospita attualmente 34 minori stranieri non accompagnati e 29 adulti.
Ad annunciare la partecipazione del team abruzzese alle finali nazionali, sono stati il sindaco Ottavio De Martinis, l’assessore allo Sport Alessandro Pompei, la presidente dell’Azienda Speciale Sandra Santavenere, la coordinatrice dei Sai Livia Bentivoglio e il mister Giannandrea. «Ringraziamo la Figc per la grande opportunità e l’Azienda Speciale per l’ottimo lavoro di squadra svolto finora che ha portato i ragazzi verso un progetto che, oltre allo sport, include anche tanti valori fondamentali per crescere. Complimenti ai ragazzi», ha detto De Martinis, «anche dal punto di vista calcistico perché arrivare tra le prime quattro squadre nazionali è un bel traguardo». Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente Santavenere: «L’accoglienza, se non si avvia un percorso di integrazione, resta una parola vuota», commenta, «con questo progetto, abbiamo consentito ai ragazzi di apprendere le regole, lo spirito di squadra e il senso di famiglia».

