E i lampioni bloccano le carrozzine in centro

Il Pd chiede interventi in via Genova e via Catania e un sopralluogo delle commissioni comunali in città
PESCARA. «Molte zone del centro risultano inaccessibili per persone con disabilità e non c’è alcun sentore di lavoro sul Peba (Piano di eliminazione delle barriere architettoniche) per il prossimo anno, malgrado Pescara non sia all’anno zero». A sostenerlo, è la consigliera comunale Pd Stefania Catalano, che sollecita interventi dell’amministrazione Masci. «Di questa volontà nulla arriva da Palazzo, ma soprattutto non si scorgono cenni di attenzione all’abbattimento delle barriere neanche nei cantieri dei lavori in corso, dove quelle che ci sono addirittura vengono riconfermate. E’ il caso di via Genova e via Catania, dove ci sono i vecchi pali dell’illuminazione posizionati a 72 centimetri dagli edifici e che divengono ostacoli per chi si muove in carrozzina. Qualche giorno fa, la ditta che sta sostituendo gli impianti su tutta la città, evidentemente non avendo ricevuto alcuna indicazione a riguardo, ha installato i pali a led nello stesso posto di quelli precedenti. Questo accade in barba alle precise e vincolanti norme tecniche previste per l’accessibilità degli spazi. Ma non tutto è perduto, perché persone sensibili alla tematica hanno chiesto agli addetti di fermarsi e così su via Genova è ancora possibile intervenire, prima che i lavori siano conclusi e dunque prima che i costi sociali e materiali del posizionamento errato diventino a carico dei cittadini».
Catalano chiede un sopralluogo delle Commissioni consiliari Lavori pubblici, Politiche sociali e Mobilità.
«Bisogna attivarsi subito. Il percorso iniziato dall’amministrazione precedente che, oltre ad aver gettato le basi per agire, ha modificato tutti i progetti, i lavori pubblici in corso d’opera e la mobilità in senso inclusivo, va continuato e ampliato per consentire la mobilità di tutti in condizioni di autonomia e sicurezza». Il riferimento è ai percorsi loges per i non vedenti e quelli per i non udenti.
Conclude il consigliere Pd: «Nella speranza che si dia presto seguito alla programmazione del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche, è necessario sollecitare l’attuale amministrazione a muoversi in tal senso, iniziando con il controllare i lavori in corso, rendendo accessibili le opere, dove il progetto non lo preveda. Il superamento delle barriere architettoniche è un dovere sociale, di cui il centrosinistra si è fatto portatore, affinché la città non sia uno spazio discriminante ma inclusivo e vivibile da tutti. Un programma di rigenerazione urbana inserito nel Peba è un investimento per la mobilità dolce nel rispetto della libertà di ogni individuo, e dovrebbe ambire a una progettualità universale, dove le dinamiche inclusive di eliminazione delle barriere sensoriali, comunicative e fisiche si fondono con la progettazione ambientale, architettonica e urbanistica».

