E i lavoratori Thales: Matteo, salva l’azienda

23 Febbraio 2016

I sindacati della multinazionale francese a rischio chiusura chiedono l’intervento del governo

CHIETI. Prima di risalire sull’elicottero con la ceramica di Castelli con dentro “l’oro d’Abruzzo”, lo zafferano, dono della Wts come ricordo della visita abruzzese, Matteo Renzi si è chiuso in una stanza della Wts per un breve incontro ristretto. Con lui c’erano anche il sindaco Umberto Di Primio, il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli e i sindacalisti della rsu Thales, Simone Di Nisio, Mario Pierdomenico e Carlo Caprari. L’azienda di proprietà di una multinazionale francese, il cui sito teatino si trova a pochi metri della Wts, dà lavoro a 97 persone nel settore della ricerca e sviluppo a servizio della difesa e delle telecomunicazioni, ma ora rischia di essere smantellata. La rsu ha consegnato al premier una lettera aperta. Per Lolli non si tratta solo di un problema occupazionale ma di una chiusura andrebbe ad impoverire l’intero tessuto industriale della regione. Renzi si è impegnato a cercare di «verificare» la situazione, chiedendo di interessare anche il ministro dello sviluppo economico, Federica Guidi. Attraverso la Guidi si potrebbe far pressione sul management francese che ha annunciato di volersi ritirare dal settore difesa in Italia. Una strada di salvezza, inoltre, potrebbe passare anche attraverso Finmeccanica, con la quale il gruppo Thales ha già in campo delle joint venture. È il caso di Telespazio, controllato al 67% da Finmeccanica e al 33% da Thales. Un modello di questo tipo applicato al sito teatino potrebbe evitarne lo smantellamento verso cui la proprietà francese pare sempre più decisa ad avviarsi. (a.i.)