E i legali di Lacchetta ripartono all’attacco

Alla vigilia del tragico anniversario accusano i carabinieri e annunciano nuove controdenunce
PESCARA. Alla vigilia dell'anniversario della tragedia di Rigopiano i legali del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, la cui posizione resta processualmente molto delicata, indicono una conferenza stampa per sferrare un altro attacco ai carabinieri ed evidenziare una serie di «mancanze» nelle indagini portate avanti dai militari. Tutto ruota, ancora una volta, sulle chiamate di aiuto del cameriere del resort, Gabriele D'Angelo, che giunsero al centro coordinamento soccorsi di Penne e alla Prefettura di Pescara e che rappresentano uno degli aspetti, quello centrale, del procedimento per depistaggio.
«Le prove raccolte hanno delle apparenti coincidenze», ha detto l'avvocato Cristiana Valentini annunciando una dettagliata denuncia sul caso D'Angelo che sarà presentata nei prossimi giorni, «e sono tutte unite da un unico filo conduttore: la sparizione delle chiamate di D'Angelo e la dimostrazione del fallimento della gestione della Regione Abruzzo». Un concetto ribadito più volte per sottolineare come quelle chiamate inascoltate rappresentano «un evidenziatore della pessima gestione dei soccorsi della nostra regione. Una serie coincidente di atti per cancellare la voce di D'Angelo». Ma quello che resta difficile comprendere è il fine ultimo di queste complesse indagini difensive dei legali di Lacchetta. Perché comunque, tutti gli atti citati in conferenza stampa, prima o dopo sono giunti sul tavolo dei magistrati Serpi e Papalia che li hanno valutati prima di chiudere l'inchiesta. E anche per quanto riguarda il depistaggio resta oscuro il presunto movente dei carabinieri che prima avrebbero celato circostanze e fatti nelle loro informative, ma poi sarebbero stati proprio loro a far emergere il depistaggio della Prefettura e mandare 7 persone a rischiare il processo. Nel corso di una delle udienze preliminari era stato proprio il procuratore Serpi ad alzarsi per mandare un chiaro messaggio a tutti: «Ogni carta di cui si parla è presente nei fascicoli ed è stata valutata».
E dunque, se non si mette in discussione il lavoro della procura resta difficile comprendere dove possano portare queste pur lodevoli indagini difensive. Si è parlato anche della relazione di 100 pagine dei carabinieri del Noe che sarebbe stata «sterilizzata»: ma lì si parlava di tutto meno che di Rigopiano. (m.cir.)

