E i residenti chiedono i danni «Il Comune paghi 2,2 milioni»

PESCARA. I residenti di piazza Muzii citano in giudizio il Comune di Pescara e chiedono un risarcimento da 2 milioni e 200mila euro per i danni subìti dal rumore. Nel giorno in cui in consiglio...
PESCARA. I residenti di piazza Muzii citano in giudizio il Comune di Pescara e chiedono un risarcimento da 2 milioni e 200mila euro per i danni subìti dal rumore. Nel giorno in cui in consiglio comunale è partita la discussione attorno al piano di risanamento acustico, un centinaio di abitanti della zona, seguiti dall'avvocato Giovanni Stramenga, hanno ufficialmente presentato gli atti in Tribunale. Già a dicembre scorso la richiesta era stata avanzata dal comitato al Comune, «ma siccome nulla si è mosso da allora», annuncia il portavoce Federico Di Filippo, «abbiamo deciso di procedere con il deposito degli atti su cui, fino alla fine, avremmo preferito mettere una pietra sopra». «Dopo aver inutilmente atteso per oltre sei anni che l’amministrazione adottasse provvedimenti finalizzati al contenimento del rumore notturno, sopportando per giunta un'estate torrida senza alcun freno alla movida, costretti a cercare il riposo con le finestre barricate, ora abbiamo la misura colma», affermano dal comitato.
I residenti hanno scelto di percorrere la stessa strada presa da 29 abitanti di Torino, che si è chiusa con la condanna in Corte d'Appello del Comune a pagare 1,2 milioni di euro. La cifra complessiva richiesta da Tranquillamente Battisti è stata calcolata secondo lo stesso criterio usato a Torino, «stabilendo un valore per ciascuna delle persone che sta subendo i danni causati dal rumore», specifica Di Filippo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la gestione del piano di risanamento acustico, a detta dei residenti «tenuto in congelatore nonostante questo avesse ottenuto tutti i pareri necessari per essere approvato in giunta da aprile. Invece l'esecutivo non si è assunto la responsabilità di votare il documento e questo la dice lunga sull’unità d’intenti all’interno della maggioranza».
Oggi la discussione sul Piano prosegue dalle 16 in consiglio. Nel mirino del comitato in particolare l'emendamento «presentato dalla stessa maggioranza finalizzato a neutralizzare la “sospensione del rilascio di autorizzazioni in deroga per le manifestazioni”, divieto previsto come azione prioritaria del piano di risanamento. Se chi ha fatto lo studio, ha individuato delle azioni e tra queste c'è il divieto di organizzare eventi, pare assurdo consentirli in una situazione già acusticamente inquinata» dice Di Filippo. A tal riguardo, poiché per l'ammissione degli emendamenti è necessario il parere positivo da parte della struttura dirigenziale del Comune, il comitato ha inviato una richiesta affinché «venga valutata bene la situazione prima di rilasciare pareri di conformità ad un emendamento palesemente incompatibile con la tutela della salute, con il nuovo Piano comunale di classificazione acustica e con le priorità del piano di risanamento, a favore, di fatto, degli interessi economici dei privati».
L'altro capitolo che ha scatenato la reazione di Tranquillamente Battisti è stato quello relativo agli spettacoli, su cui nei giorni scorsi avevano inviato un'istanza alla procura per far acquisire gli atti all'interno del fascicolo penale già aperto. La giunta a metà luglio aveva dato l'ok con una delibera all'organizzazione di un ciclo di 24 eventi che gli esercenti avrebbero voluto organizzare durante l'estate, stabilendo lo stop degli spettacoli alle 23,30. Una decisione etichettata dai residenti come «palesemente contraria al contenimento del rumore. L’assessore Alfredo Cremonese, anziché occuparsi di rilanciare fattivamente il commercio della città, ossessionato da piazza Muzii si diverte a proporre delibere d’indirizzo, poi approvate, che autorizzano lo svolgimento in questa zona di eventi musicali e spettacoli, in deroga al piano di zonizzazione, con l’effetto di peggiorare la situazione». Nella lista delle colpe addossate all'amministrazione anche «la chiusura al traffico di interi tratti di via e le determine che hanno autorizzato l’ampliamento delle occupazioni del suolo pubblico. Concessioni abnormi che aggravano la condizione di una zona dichiarata compromessa», stigmatizzano.

