E i sindacati insistono: «Serve la vigilanza»

Cgil e Cisl a Poste: va garantita la sicurezza del personale e della clientela, anche con le doppie porte
PESCARA. Esistono dei modi per prevenire le rapine, per rendere gli uffici di Poste Italiane più sicuri. Li rilanciano i rappresentanti dei lavoratori di Cgil e Cisl dopo l’assalto di ieri a Pescara, in via Luisa D’Annunzio.
Guido Cupido, coordinatore regionale di Slc-Cgil, ricorda che sono stati lanciati «appelli ripetuti» per proteggere il personale e i clienti. E anche questa volta rinnova l’invito a prendere in considerazione alcune proposte, fino ad ora rimaste senza seguito. «Serve un presidio delle sedi considerate nevralgiche, le più grandi, che sono le più esposte e fanno gola specialmente nei giorni di pagamento delle pensioni. Va istituita la vigilanza, come abbiamo già chiesto in passato all’azienda, e serve soprattutto negli uffici che rappresentano degli obiettivi più sensibili. Occorre anche un sistema di sorveglianza collegato con gli istituti di vigilanza», suggerisce Cupido.
Si potrebbe pensare, dice, «di intensificare il sistema delle prenotazioni che consentirebbe al personale di mantenere le porte chiuse e di controllare chi arriva. Questo sistema esiste già ma si potrebbe promuovere con una campagna informativa e le persone più anziane andrebbero aiutate a utilizzarlo, magari attraverso un numero verde, perché non tutti hanno uno smartphone».
La Slp-Cisl di Pescara, rappresentata da Sergio Di Febo, parte dal presupposto che «è giusto garantire la sicurezza a chi lavora e a chi raggiunge gli uffici postali per effettuare delle operazioni». Tra le possibili soluzioni da adottare anche Di Febo ricorda «la presenza del vigilante» ma non è sufficiente «una sola settimana, dopo la rapina». Sarebbe utile anche «una doppia porta scorrevole», all’ingresso degli uffici. Il fatto di dover superare due porte in successione e non una sola potrebbe essere «un deterrente, per i rapinatori, che si sentirebbero scoraggiati». Insomma «qualcosa si può fare» e soprattutto «si può fare di più e meglio» in questo campo, aggiunge il sindacalista augurandosi che «le richieste abbiano un seguito» perché «dispiace che il personale e la clientela debbano vivere spaventati» per il pericolo di una rapina. (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

