E i Trentino timori per i cuccioli di Daniza

I due orsetti di 8-9 mesi si sono riuniti e ora dovranno imparare a nutrirsi senza la madre
TRENTO. Mentre permane il mistero sulle esatte cause della morte dell'orsa Daniza dopo il tentativo fallito di cattura con un anestetico, cresce la preoccupazione per la sorte dei due cuccioli. Restati senza madre, per molti esperti la loro sopravvivenza sarebbe difficile. L'unica certezza è che al momento sono ancora vivi e che si sono riuniti dopo la morte della madre. Ad uno di loro, dopo le fasi concitate della cattura, era stata applicata una marca auricolare per consentire la localizzazione via radio. Dell'altro orsetto, che non era presente al momento del tentativo di cattura, non c'erano più tracce. Ieri mattina però i forestali trentini li hanno avvistati tutti e due in un bosco mentre camminavano uno accanto all'altro. I segnali radio che arrivano dal chip di uno degli orsetti consentiranno ora ai tecnici di seguire i loro spostamenti. Per i due animali, la cui età è stimata in 8-9 mesi, inizia però ora la fase più delicata della loro vita, completamente mutata dopo la morte della madre. Prima dell'inverno dovranno imparare in fretta a nutrirsi bene, facendo a meno del latte materno, ed evitare i pericoli. Forse stando insieme potrebbero salvarsi, ma non tutti la pensano così. «Anche se gli orsetti di Daniza staranno uniti, è difficile che sopravvivano oltre l'anno di vita», sostiene Gudrun Pflueger, esperta di fauna selvatica della Società europea Wilderness. «In base a studi recenti - aggiunge - il 27% dei cuccioli non sopravvive al primo anno di vita perfino se stanno con la madre». «Gli orsetti - aggiunge - hanno numerosi nemici in natura, come lupi, aquile e volpi, e possono morire di fame. Prima dell'inverno poi hanno bisogno di molte calorie ma devono conoscere i luoghi dove cibarsi di bacche, ma ora non possono farlo perché non sono accompagnati e istruiti dalla madre». Preoccupata per la loro sorte è anche Cristina Fraquelli, veterinaria di Alpvet e una delle massime esperte di patologia dell'orso. «La loro sopravvivenza - dice - resta un'incognita, non hanno avuto il tempo di ricevere l'imprinting dalla madre per vivere in modo autonomo e capire il modo migliore per alimentarsi». Il destino dei due orsetti verrà intanto valutato anche dalla Procura di Trento, dove la Lega antivivisezione (Lav) ha depositato un'istanza per il loro sequestro preventivo, «in modo da trasportarli in una struttura adeguata per garantire la loro sopravvivenza».

