E ieri chiesta la liberazione su cauzione

11 Ottobre 2022

Istanza presentata al giudice. Starinieri, Cudini e i marchigiani sono nel commissariato di Ahmedabad

PESCARA. Potrebbero volerci ancora dei giorni prima della liberazione dei quattro ragazzi italiani, due abruzzesi e due marchigiani, arrestati in India, una settimana fa, con l'accusa di aver imbrattato dei treni con dei graffiti. Ieri mattina, come era stato preannunciato, è stata presentata al giudice, a Mumbai, da parte dell’avvocato che sta seguendo la loro vicenda nel paese, istanza di liberazione su cauzione. E questo dopo che venerdì la polizia aveva depositato l’atto di contestazione del reato di violazione di domicilio per essersi introdotti in un’area riservata a bus e treni. Adesso l’accusa dovrà presentare le proprie controdeduzioni e soltanto a quel punto il giudice potrà decidere. Per questioni tecniche, la liberazione pertanto potrebbe essere questione di poche ore, come invece di giorni.
Nel frattempo il 21enne Daniele Starinieri di Spoltore, il 24enne Gianluca Cudini di Tortoreto, il 29enne Baldo Sacha di Monte San Vito in provincia di Ancona e il 27enne Paolo Capecci di Grottammare, nell’Ascolano, si trovano nel commissariato di Ahmedabad, dove sono stati trasferiti sabato scorso da Mumbai.
Ad Ahmedabad, lo Stato in cui sono stati realizzati i graffiti, saranno sottoposti a nuovo processo. Oltre che di violazione di domicilio, devono rispondere in questo caso anche di danneggiamento. Stanno comunque bene e sono seguiti e assistiti dai funzionari del Consolato. Naturalmente la loro speranza come quella dei familiari è che questa brutta vicenda si concluda alpiù presto. Familiari che sono assistiti in Italia dagli avvocati Francesca Di Matteo e Vito Morena di Alba Adriatica.
I quattro sono accusati di avere disegnato su due carrozze della metro della capitale del Gujarat poche ore prima dell'inaugurazione di un nuovo ramo della metropolitana da parte del premier indiano Narendra Modi. Sarebbero stati ripresi dalle telecamere mentre entravano nel deposito dei mezzi per scrivere la parola “Tas” sui convogli. Da subito hanno spiegato che il significato di “Tas” è “Tagliatelle alla salsa”, nome dei gruppo di appartenenza dei writer e che il loro era solo un "gioco". (a.d.f.)