E ieri un sit-in sotto la pioggia

13 Ottobre 2022

In tanti protestano con cartelli e striscioni: «Rispetto per i nostri morti»

L’AQUILA. «Vergogna». Questo l’urlo di decine di persone, parenti delle vittime del sisma e altri cittadini, che si sono ritrovati ieri sera al Parco della Memoria dell’Aquila per mostrare il proprio sdegno contro la sentenza del giudice civile che parla di «concorso di colpe» di alcune vittime del crollo di via Campo di Fossa 6. «Anche io voglio essere responsabile al 30%», si leggeva nei cartelli esposti nel presidio sotto alla pioggia. Il presidio si è svolto proprio sotto la palazzina crollata nel 2009 e ricostruita, che proprio l’altro ieri ha visto l’inaugurazione di due appartamenti destinati alle famiglie di persone con autismo.
«Quando ho sentito della sentenza, mi sono indignata», ha spiegato Giusi Pitari, docente universitaria e promotrice della manifestazione, «dobbiamo essere presenti anche per i parenti delle vittime che non possono essere qui, dobbiamo farlo per loro e per la città che deve guarire da queste ingiustizie, in cui le vittime diventano colpevoli al 30%. L'Aquila c’è, è qui, sotto alla pioggia». Al sit-in e sui social hanno preso posizione tanti familiari delle vittime. «La sentenza ha del vergognoso, forse tocca uno dei livelli più bassi mai raggiunti dalla già precaria Giustizia italiana, ma lo Stato è uno squalo, e se ti vede indifeso, da solo, con le spalle contro al muro, ti azzanna ancora più volentieri», ha scritto Federico Vittorini, che quella notte ha perso la madre e la sorella: «Sono tredici anni e mezzo che insieme ad un gruppo di persone ci battiamo per provare a fare luce su ciò che è accaduto qui, che cerchiamo di dare un riposo degno a tutte le persone che in quella notte ci hanno lasciati per sempre e per trovare a questa cosa un senso, rinunciando a buona parte della nostra serenità, scavando dentro le ferite più profonde che ci portiamo dentro. Di una cosa sono sicuro: noi la testa non la abbasseremo mai, abbiamo una dignità talmente grande che non ci mette più paura niente».
Tra i messaggi di protesta quello di Laura Ciolli, sorella di Danilo, ragazzo molisano morto nel crollo della Casa dello studente: «Vergognatevi. Oggi li avete uccisi tutti, un’altra volta». Poi ancora: «Una sentenza assurda e incredibile, che toglie valore a chi non c’è più e speranza a chi rimane, soprattutto a chi, come i membri delle associazioni e dei comitati vittime, continua a parlare di prevenzione e di sicurezza».
Ha parlato pubblicamente anche l’esponente della Lega Giorgio Fioravanti: «Nella palazzina di via Campo di Fossa ho perso i miei zii. Presuppongo che, secondo l’interpretazione del giudice, ci fosse intenzione di perire intenzionalmente sotto le macerie. Ma un minimo di vergogna e di rispetto no?».