E il 27 novembre il caso arriva in Cassazione

3 Ottobre 2024

Il 18 gennaio 2017 è stato il giorno del disastro a Rigopiano di Farindola ma la catena di errori e omissioni è lunga e risale a settimane, mesi e anni prima. Al processo di appello, 22 assoluzioni e...

Il 18 gennaio 2017 è stato il giorno del disastro a Rigopiano di Farindola ma la catena di errori e omissioni è lunga e risale a settimane, mesi e anni prima. Al processo di appello, 22 assoluzioni e 8 condanne, per il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta, i dirigenti della Provincia Paolo D’Incecco e Mauro Di Blasio, il tecnico Giuseppe Gatto e l’allora gestore dell'hotel Bruno Di Tommaso. Condannato anche l’ex prefetto Francesco Provolo (foto): per lui, assolto in primo grado, pena di un anno e 8 mesi per falso e omissioni di atti d’ufficio. In appello, la procura aveva chiesto 12 anni di carcere per Provolo. Condannati anche il dirigente della prefettura Leonardo Bianco ed Enrico Colangeli, tecnico comunale di Farindola che rilasciò i permessi per la ristrutturazione dell’hotel, da alberghetto di montagna chiuso per tutto l’inverno a resort di lusso. Il prossimo mercoledì 27 novembre la sesta sezione penale della Corte di Cassazione scriverà la parola fine al caso Rigopiano. Le accuse sono sempre le stesse: un’inescusabile sottovalutazione del pericolo fino alla tragedia e una lunga serie di omissioni. A vario titolo, i reati contestati sono disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni, falso, depistaggio e abusi edilizi. Tra gli imputati, nessun politico.