E il 29 marzo l’esame del Dna sul casco perso dai rapinatori
L’inchiesta sulla rapina al Centro Agroalimentare di Cepagatti dell’11 luglio 2022, venti giorni prima dell’omicidio di Walter Albi al "bar del Parco" di Pescara (le due inchieste viaggiano in...
L’inchiesta sulla rapina al Centro Agroalimentare di Cepagatti dell’11 luglio 2022, venti giorni prima dell’omicidio di Walter Albi al "bar del Parco" di Pescara (le due inchieste viaggiano in parallelo, unite dalla possibile arma del delitto e da uno degli indagati), arriva a una possibile svolta con l'incidente probatorio voluto dai difensori di Mimmo Nobile, ritenuto l’autore materiale della rapina insieme a Maurizio Longo. Gli avvocati Luigi Peluso e Massimo Galasso hanno preferito far eseguire questo passaggio tecnico (fissato per il 29 marzo) che dovrà stabilire se sul casco (ma anche su una targa usata sulla moto servita per il colpo), rimasto sul luogo della rapina, ci sono tracce genetiche compatibili con Nobile che, secondo la ricostruzione dei fatti, quel giorno indossava quel casco che poi la guardia giurata rapinata gli fece cadere. Guardia giurata alla quale venne portata via la pistola che la procura di Pescara ritiene essere la stessa, calibro 9,21, usata per l'omicidio di Albi dal presunto killer individuato al momento in Nobile (e sulla quale sono ancora in corso esami balistici visto che è stato ritrovato solo il castelletto e non a la canna, ma sulla quale sono state già escluse tracce genetiche di Nobile). A chiamare in causa Nobile e Longo per la rapina è stato Renato Mancini che per quel colpo diede supporto logistico insieme a Fabio Iervese. Se sul casco dovesse risultare presente il Dna di Nobile, questo lo incastrerebbe definitivamente per la rapina. (m.cir.)

