E il calcio piange papà Tonino

10 Febbraio 2015

Città Sant’Angelo dà l’addio a Giansante, da custode a presidente dell’Angolana

CITTA’ SANT’ANGELO. Il pianto dell'Angolana, del presidente, dei dirigenti, dei calciatori e dei tecnici ha accompagnato nel suo ultimo viaggio Antonio Giansante, 86 anni, per tutti a Città Sant'Angelo Tonino, icona del calcio angolano e uno dei personaggi più rappresentativi e illustri dello sport cittadino. Un uomo che aveva vergato, con il proprio amore per i colori nerazzurri, la pagina più bella della gloriosa storia del club. Una favola arrivata anche dentro le spesse mura del palazzo, quello del Coni, che anni fa ha voluto insignirlo con una medaglia d'oro e un pubblico encomio. Un riconoscimento per un uomo umile e buono. L'età aurea del sodalizio angolano, alla fine degli anni 60, arriva al culmine di un’ascesa prodigiosa cominciata con la promozione in serie D e un campo nuovo per prendervi parte. Tonino è stato l'essenza di quegli anni formidabili, l'epigono infaticabile, il motore inesauribile, l'immagine ben definita capace di identificare un sogno in realtà. Insomma, una storia di vita che ha accompagnato nella buona e nella cattiva sorte arrivando, per amore, solo per amore, in cima alla piramide societaria, divenendo da custode a presidente. Una scalata societaria operata non certo per ambizione o sete di potere, ma dettata solo dal profondo attaccamento alla maglia. Lo ricorda benissimo anche l'attuale sindaco di Città Sant'Angelo, allora ragazzino. «Si chiude una pagina storica del calcio angolano», scrive sul proprio profilo Facebook il primo cittadino Gabriele Florindi, «con la perdita del caro Antonio Giansante, presidente dell'Angolana calcio nel momento più critico della sua storia e instancabile collaboratore dei tanti presidenti che si sono succeduti. Grazie Tonino: ora appartieni alla storia sportiva della tua amata Città Sant'Angelo. Grazie». Ma di lui tutti ricordano soprattutto la straordinaria umanità. Tonino si è fatto apprezzare da intere generazioni di ragazzi. I suoi atteggiamenti paterni e, a suo modo, affettuosi hanno lasciato un segno profondo in chi li ha conosciuti, tanto che a ogni raduno Tonino veniva salutato come il padre di tutti. E' accaduto anche l'ultima volta il 6 dicembre, quando i suoi " figli" gli hanno consegnato l'ultima targa ricordo. L'avrà portata con sé tra gli angeli e, seduto su un cirro, guarderà e veglierà con diverso orgoglio sulle sorti nerazzurre.