E il caldo mette a rischio anche la retina dell’occhio

2 Agosto 2020

PESCARA. Il grande caldo mette a rischio anche la salute degli occhi e in particolare della retina. A lanciare l’allarme è il primario di Oculistica dell’ospedale di Pescara Michele Marullo.«Purtroppo...

PESCARA. Il grande caldo mette a rischio anche la salute degli occhi e in particolare della retina. A lanciare l’allarme è il primario di Oculistica dell’ospedale di Pescara Michele Marullo.
«Purtroppo, in questa stagione assistiamo ad un’impennata brutale dei distacchi di retina e uno dei maggiori responsabili è proprio il caldo», dice il primario, «l’incidenza è estremamente variabile e va dallo 0,3 al 5% con circa 7mila nuovi casi in Italia. Ma la distribuzione delle percentuali varia molto con la stagione estiva ed autunnale, infatti operiamo fino a 6 distacchi di retina a settimana e sono un numero molto elevato se consideriamo la sola provincia di Pescara, ma ovviamente dobbiamo aggiungere tutti i casi che provengono dalle città limitrofe».
Lampi, flash, fotopsie, metamorfopsie, effetto tenda, annebbiamento e calo visivo, aumento di corpi mobili, mosche volanti, ragnatele sono spesso il campanello di allarme di una probabile insorgenza del distacco della retina. «Questa è una grave emergenza», avverte Marullo, «che se non gestita chirurgicamente porta inesorabilmente alla cecità. Per meglio spiegare cosa sia un distacco della retina si può fare un paragone con un semplice pallone da calcio, la cui camera d’aria all’interno si sgonfia distaccandosi dalla parete interna stessa del cuoio. In sostanza, di norma, la retina è aderente in modo virtuale alla superficie interna dell’occhio, ma qualora si verifichi una rottura o un foro retinico, parte del liquido contenuto nella sua cavità si infiltra attraverso la rottura stessa, inducendo la retina a distaccarsi dal tessuto oculare a cui aderisce e ad accartocciarsi. La retina non è così più in grado di offrire al cervello un’immagine adeguata e la visione diviene offuscata e ridotta, con una progressiva amputazione del campo visivo, fino alla totale cecità».
«Esistono diversi tipi di distacco della retina», precisa il primario, «ma se escludiamo quello traumatico, tipico di chi riceve un colpo diretto o anche indiretto all’occhio, quello essudativo, che colpisce occhi coinvolti da gravi stati infiammatori e quello trattivo, frequente nelle malattie dismetaboliche quali il diabete, quello di cui tutti quanti dobbiamo preoccuparci è il distacco di retina regmatogeno o idiopatico: questo si verifica con maggiore frequenza in soggetti di età media o avanzata con o senza miopia, anche se questa categoria ne è più soggetta. Attenzione, anche i soggetti giovani possono essere colpiti da rotture retiniche spontanee con conseguente distacco. Quindi, se è più raro nei bambini, può invece coinvolgere tutte le età senza nessun preavviso». «Il caldo, la sudorazione profusa, la disidratazione», aggiunge, «possono essere elementi scatenanti per una situazione comunque di predisposizione al distacco della retina. Infatti, con il passare degli anni il gel vitreale, perfettamente integro e trasparente nei bambini, va incontro a una progressiva degenerazione che lo porta nel tempo a disidratarsi e a liquefarsi. Questo fenomeno viene percepito dal paziente come mosche volanti o ragnatele (miodesopsie) nel proprio campo visivo. La prevenzione è possibile con visite oculistiche ed evitando sudorazioni profuse e disidratazione. Tra le opzioni chirurgiche c’è la fotocoagulazione con laser argon, possibile però solo se la retina è rotta ma non distaccata. Quando il distacco coinvolge invece un’area significativa della retina, è necessario intervenire chirurgicamente».
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