E il centrosinistra passa all’attacco

I consiglieri Sclocco e Frattarelli: sindaco intollerante, ci denigra da quattro anni
PESCARA. «Ringraziamo Carlo Masci perché con una inaudita lettera rivela una volta per tutte la sua totale intolleranza per la democrazia, gli strumenti della Costituzione, la legittimità delle opposizioni, la partecipazione dei cittadini alla vita collettiva». Questo il commento dei consiglieri comunali Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli all’intervento del sindaco sulla filovia pubblicato ieri sul Centro. «I tanti comitati civici nati in gran parte in questi quattro anni di legislatura», dicono Sclocco e Frattarelli, «sono un patrimonio della città». Nella sua lettera, il sindaco contesta i comitati: «Liberi cittadini che si sono costituiti per difendere il proprio territorio, per suggerire soluzioni diverse e per contrastare molto spesso la prepotenza di una amministrazione arrivata al capolinea», rispondono i consiglieri di centrosinistra, «un patrimonio da difendere a prescindere. Viviamo un periodo in cui è sempre più ampia la distanza tra politica e cittadini: la costituzione spontanea di comitati o gruppi di cittadini che si interessano al bene comune andrebbe premiata e non demonizzata ed emarginata. Attaccare pubblicamente i comitati che da anni si interessano alla cosa pubblica, in particolare ai proprio quartieri è un colpo basso, una deriva intollerante che testimonia la follia di una amministrazione, di una coalizione e di un sindaco che dal giorno dopo la vittoria delle elezioni ha pensato solo a denigrare le minoranze in consiglio e anche quei gruppi di cittadini che hanno manifestato il loro malcontento per delle scelte politiche sbagliate».
Sclocco e Frattarelli concludono così: «Siamo preoccupati, caro sindaco, perché la sua intolleranza verso il dissenso e verso gli strumenti stessi dello Stato di diritto potrebbero mettere in testa a qualcuno che lei sia disposto a erigersi demiurgo assoluto pensando che esistano cittadini buoni, di serie A da lei rappresentati, e cittadini cattivi di serie B a cui togliere anche il diritto di parola».

