E il garante dell’infanzia sollecita test di massa per il rientro in classe

29 Marzo 2021

PESCARA. Un nuovo screening di massa tra gli studenti prima della ripartenza delle lezioni in presenza, ma anche progetti e iniziative per restituire ai ragazzi quel senso di libertà e di creatività...

PESCARA. Un nuovo screening di massa tra gli studenti prima della ripartenza delle lezioni in presenza, ma anche progetti e iniziative per restituire ai ragazzi quel senso di libertà e di creatività che le restrizioni hanno soffocato. Maria Concetta Falivene non ha dubbi: è il momento di concentrarsi sui giovani, di pensare a loro e di fare il possibile per ridare la leggerezza che la giovane età merita. L'avvocato, che vive a Pescara, ma ha sempre svolto la professione tra la Campania e il Lazio, a giugno 2020 è stata nominata prima Garante dell’infanzia e l’adolescenza della Regione Abruzzo. Insediatasi ad agosto, il primo appuntamento ufficiale l'ha vista presentare a settembre il progetto di ricerca Scuola Covid-19 insieme alla Asl di Pescara, orientato all’attività di prevenzione in ambito scolastico. «La Regione Abruzzo è stata la prima in Italia», evidenzia la garante, «a promuovere uno screening massivo tra gli studenti e a portare avanti una ricerca del virus nelle feci, volta a valutare la circolazione in età pediatrica. Ciò che abbiamo purtroppo riscontrato, però, è stata una scarsa adesione da parte delle famiglie, probabilmente per evitare un trauma ai più piccoli».
Cosa significa per i ragazzi una frequenza in sola didattica a distanza?
«La scuola è un luogo di aggregazione e come tale è un mezzo di diffusione del virus. In più le problematiche sui trasporti non hanno dato scelta. I ragazzi andavano messi in sicurezza. Con la dad hanno potuto continuare un percorso scolastico, seppur ridotto. Per molti studenti, specie quelli affetti da problemi di salute e immunodeficienze, la didattica a distanza ha potuto garantire una socialità, altrimenti sarebbero stati isolati. Per altri alcune criticità si sono acuite».
Cosa non ha funzionato?
«Ritengo che il virus sia stato alimentato anche dalla scarsa responsabilità di alcuni genitori. È capitato spesso che, in presenza di casi positivi in casa, molte famiglie hanno continuato a condurre una vita ordinaria. Il Dpcm del 12 ottobre evidenziava che solo in caso di una comunicazione ufficiale della Asl scattava una quarantena. Ciò ha indotto molte persone a proseguire con una socialità regolare, non essendo vincolati giuridicamente».
Come si può affrontare un ritorno a scuola in sicurezza?
«Agendo sulla prevenzione. Credo che prima di rientrare in aula sia importante riproporre uno screening massivo sui 182 mila studenti di tutta la regione. Sperando che l'adesione in questo caso sia totalizzante. È una responsabilità sociale di tutti».
Quali sono le conseguenze psicologiche che questo virus sta generando nei ragazzi?
«I ragazzi sono stati bravissimi, hanno reagito in modo eccellente e hanno una capacità di recupero maggiore degli adulti. Tuttavia si sono sentiti spesso responsabili anche di contagi avvenuti nelle loro case. E sono stati sottoposti a restrizioni continue. È arrivato il momento di prenderci cura di loro».
In che modo?
«Una proposta è di stimolare il più possibile le scuole a promuovere attività all’aperto, sia per ridurre i rischi di contagio, maggiori in uno spazio chiuso, ma anche per restituire ai ragazzi un senso di libertà e offrire una novità che potrebbe entusiasmarli. L'idea potrebbe essere, seguendo il modello svedese, di fare lezioni all'aperto negli spazi esterni delle scuole, in parchi e aree verdi e, in città sulla costa come Pescara, facendo convenzioni con gli stabilimenti balneari».
E poi?
«Penso sia importante stimolare la creatività dei giovani. Dare loro degli strumenti per esprimere emozioni e la loro vena artistica. Stiamo lavorando a una piattaforma che si chiamerà Creofuturo e che conterrà corsi di recitazione, di regia, dove i ragazzi potranno lavorare su cortometraggi e dove potranno riflettere sulle diversità, su bullismo e su cyberbullismo, su disagi alimentari e su tanti altri temi».