E il Gip di Avellino dice no al dissequestro di 12 viadotti

16 Gennaio 2020

PESCARA. Il Gip di Avellino dice no al dissequestro di 12 viadotti anche se nell’elenco, per ora, non compare il Cerrano. La notizia, pubblicata ieri sera sul sito internet Irpinia News, è rimbalzata...

PESCARA. Il Gip di Avellino dice no al dissequestro di 12 viadotti anche se nell’elenco, per ora, non compare il Cerrano. La notizia, pubblicata ieri sera sul sito internet Irpinia News, è rimbalzata subito in Abruzzo.
Rigettata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, Fabrizio Ciccone – scrive il sito on line – l’ennesima istanza di autorizzazione presentata dai direttori del VI e VII Tronco di Autostrade per l’Italia per ottenere la variazione temporanea della modalità di cantierizzazione sui viadotti Fosso San Biagio, Campo Filone e Petronilla, che si trovano tra le uscite Pescara Ovest e Pedaso sull’A14, e i viadotti Lenze-Pezze, Scrofeta Vergine, Sabato, Francia, Pietragemma, Boscogrande e Vallone del Duca, presenti tra Baiano e Benevento sull’A16.
Il parere contrario, si legge ancora su Irpinia News, è stato espresso proprio dalla Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Rosario Cantelmo, che ha avviato l’indagine sulla sicurezza e manutenzione dei ponti gestiti da Aspi, la società concessionaria Autostrade per l’Italia.
«La sistematica presentazione», si legge nel rigetto dell’istanza firmata dal Gip, «a distanza di pochi giorni l’una dall’altra (la prima è del 2 gennaio mentre l’ultima è del 12 gennaio, ndr), di istanze di dissequestro parziale per ottenere l’autorizzazione alla modifica delle modalità di cantierizzazione già concordate con i competenti uffici ministeriali, sta purtroppo determinando un ingiustificato rallentamento degli interventi di sostituzione delle barriere laterali in sequestro, tanto che, ad oggi – come evidenziato dall’Ufficio di Procura – neppure una sola delle barriere è stata sostituita».
Ma è anche accaduto che, a sole 24 ore dal via libera del Mit, attraverso un parere favorevole seppur condizionato, al ripristino della circolazione dei mezzi pesanti sul viadotto Cerrano dell’A14, l’ingegner Placido Migliorino, che vigila sulle autostrade del centro-sud, abbia inviato una nota ad Aspi e alla stessa procura avellinese con cui esprime, a sorpresa, il suo parere negativo. Anche di questo particolare retroscena scrive il sito internet irpino.
«Non tutti gli elementi New Jersey», secondo il parere del tecnico, «sono marcati con l’identificativo indicato nelle prescrizioni da parte dell’Ufficio ispettivo territoriale di Roma». Migliorino, così, ha invitato la società Autostrade a provvedere subito all’installazione di barriere conformi a quelle prescritte nella validazione tecnica del Ministero. «Eventuali utilizzi delle barriere diversi rispetto alle modalità esposte», conclude la nota dell’ingegnere, «non consentono di raggiungere gli standard di sicurezza previsti. Valutazioni tecniche che tra l’altro sono già state ampiamente esposte nel corso delle riunioni tenute con i rappresentanti di Aspi, anche con riferimento alle barriere installate nel circondario di Genova e oggetto d’indagine da parte dei magistrati di quella locale Procura».
In altre parole, secondo il tecnico non bastano le prescrizioni riferite all’installazione di sensori sul Cerrano oltre che all’interdistanza di cento metri tra Tir e il limite dei 60 km all’ora, per garantire la sicurezza. Con queste premesse c’è chi comincia ad esprimere pessimismo sull’istanza specifica riferita al viadotto Cerrano di revoca del divieto di transito dei mezzi pesanti che sta, di fatto, determinando una serie di drammatici effetti a catena. Come le maxi-code sulla Statale 16 che, ieri mattina, hanno nuovamente raggiunto la lunghezza di 10 chilometri, mentre in A14, in serata, si registravano i 5 chilometri di mezzi pesanti incollati prima dell’uscita obbligatoria di Pescara Nord-Città Sant’Angelo.
Da fonti investigative arrivano inoltre conferme di nuovi sequestri imminenti in A14. Sequestri destinati ad aumentare il calvario degli automobilisti in autostrada e dei cittadini sulla Statale Adriatica, e che riguarderanno le barriere sui viadotti del tratto di A14 che attraversa le province di Pescara e Chieti. L’inchiesta presto si sposterà verso Sud. (l.c.)
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