E il M5S accusa: c’è una responsabilità politica

Sola e Alessandrini attaccano: «Fallimento del centrodestra, come la raccolta porta a porta»
PESCARA. «È un bene che si possa mettere finalmente la parola fine a questo progetto scellerato, che sin da subito abbiamo contrastato in ogni modo perché ci avrebbe consegnato per 20 anni mani e piedi agli interessi di un privato a discapito della qualità e del costo del servizio». Così il consigliere comunale del M5S Paolo Sola sullo stop al biodigestore a Città Sant’Angelo: l’impianto non si farà perché le due stesse società proponenti hanno ritirato la propria disponibilità.
«Non possiamo comunque non stigmatizzare la grave responsabilità politica dietro questo fallimento annunciato», commentano Sola e la consigliera regionale M5S Erika Alessandrini, «con tutto il centrodestra, di Pescara e Città Sant’Angelo, che per due anni ha raccontato la favola di come questo impianto sarebbe stato il fiore all’occhiello per l’attività di Ambiente spa, e che invece anche questa volta lascia in eredità ai cittadini i danni della propria incapacità politica e di programmazione. Sì perché», dice il M5S, «mentre il centrodestra abruzzese si incaponiva su questo project financing e si accendevano mutui per provare a realizzarlo», proseguono Sola e Alessandrini, in tutto il resto d’Italia si accedeva al Pnrr per far sorgere a costo zero impianti del tutto simili a questo, anche in Abruzzo. Questo fiasco fa il paio con il disastro della raccolta porta a porta».

