E il Tar Lazio annulla i piani antiludopatia L’Abruzzo aveva già investito 1,1 milioni
PESCARA. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che su ricorso del Codacons ha annullato i piani regionali antiludopatia, alimentati da un fondo nazionale di 50 milioni di euro,...
PESCARA. La sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che su ricorso del Codacons ha annullato i piani regionali antiludopatia, alimentati da un fondo nazionale di 50 milioni di euro, ha riflessi soprattutto sulle nove regioni italiane che a oggi si sono dotate di un piano di contrasto al gioco patologico e sono quindi teoricamente pronte a realizzarlo. Fra queste, spiega Agipronews, l’agenzia di stampa giochi e scommesse, c’è anche l’Abruzzo che avrebbe investito un milione e 100 mila euro contro le luidopatie, cioè le malattia del gioco d’azzardo. Alla Lombardia, in sede di ripartizione, è toccata la fetta più grande, 8,2 milioni e che già nei mesi scorsi ha finanziato con due milioni di euro un bando che prevede diverse linee d’azione: informazione e comunicazione, formazione, ascolto e orientamento mappatura e contestuale azione di controllo, azioni no slot, controllo e vigilanza, ricerca. Fra le regioni “pronte”, prosegue Agipronews, c’è anche il Lazio, che il 22 marzo 2017 ha presentato un Piano regionale per il contrasto del gioco patologico da 14,4 milioni, nel quale confluisce anche una porzione del fondo nazionale, pari a 4,8 milioni. Le altre sono la Toscana, a cui toccano 3,1 milioni di euro dei 50 stanziati dal fondo, il Veneto (4 milioni), l’Abruzzo (1,1), la Calabria (1,6), il Friuli (1), la Puglia (3,4) e il Piemonte (3,6).

