E il Wwf si costituirà parte offesa
L’AQUILA. Il Wwf chiede di entrare come parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, dopo l’incendio che ha devastato il Gran Sasso. A presentare quello che...
L’AQUILA. Il Wwf chiede di entrare come parte offesa nell’inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dell’Aquila, dopo l’incendio che ha devastato il Gran Sasso. A presentare quello che tecnicamente si chiama atto di intervento, è stato il vice presidente nazionale dell’associazione ambientalista, Dante Caserta, attraverso l’avvocato Francesco Febbo. «Siamo intenzionati a dare il nostro contributo affinché emergano le responsabilità in merito a quanto accaduto», afferma Luciano Di Tizio del Wwf Abruzzo. «L’inchiesta dovrà accertare le responsabilità dei singoli, a partire da quanti sarebbero indagati per aver acceso fuochi poi sfuggiti al loro controllo, ma anche ricostruire la vicenda dal punto di vista delle autorizzazioni, della prevenzione e della vigilanza. Il danno che è stato causato è gravissimo: in due giorni sono andate distrutte praterie d’alta quota che costituiscono habitat naturali protetti a livello internazionale. Appare allarmante», aggiunge il delegato del WWf Abruzzo, «l’intenzione di consentire comunque l’effettuazione, il 13 agosto, della Sagra della Pecora nei Prati d’Angro a Villavallelonga nel Pnalm, a ridosso degli incendi di Collelongo. Anche in quest’area, in caso di grande afflusso di persone, sarebbe difficilissimo garantire condizioni di sicurezza». Nel frattempo, prosegue l'attività investigativa del Nipaf dell'Aquila, coordinato da Antonio Rampini, che ieri ha consegnato della documentazione in procura, in merito all'inchiesta sul rogo di Fonte Vetica, per il quale sono già state ascoltate 14 persone. Tutta le notizie e le perizie che vanno a formare il corposo fascicolo saranno comunque portata all'attenzione del pm Fabio Picuti entro Ferragosto. (a.bag.)

