E in 236 prestano lavoro al servizio del Comune

2 Novembre 2021

PESCARA. «Pescara è una delle prime città d'Italia ad aver attivato i progetti di utilità collettiva (Puc), ma è anche uno dei Comuni che se ne avvale maggiormente per offrire servizi efficaci alla...

PESCARA. «Pescara è una delle prime città d'Italia ad aver attivato i progetti di utilità collettiva (Puc), ma è anche uno dei Comuni che se ne avvale maggiormente per offrire servizi efficaci alla comunità» . A rivendicarlo è l'assessore alle Politiche sociali, Adelchi Sulpizio.
I beneficiari del reddito di cittadinanza sono tenuti a dare, nell'ambito del Patto per il lavoro e del Patto per l'inclusione sociale, la disponibilità di almeno 8 ore settimanali per i progetti nel Comune di residenza.
Il capoluogo adriatico, che ha in gestione 7.146 nuclei percettori, dei quali 3.133 sono in carico ai servizi sociali, vede attualmente 290 Puc attivi; 190 sono stati accesi nell'arco del 2020.
Solo all’interno del Comune, con diverse mansioni, prestano servizio 236 persone. Di queste, 58 stanno ricoprendo, dal 13 settembre, il ruolo di nonni vigile, tutelando la sicurezza dei bambini in entrata e in uscita dalle scuole; 10 sono diventati assistenti sui pulmini, sempre dal 13 settembre; 48 persone collaborano con il progetto sulla mobilità sostenibile Pedibus.
Rispetto al 2020 c’è stato un incremento di 38 unità, poiché il progetto pilota partito nel comprensivo 5 è stato ampliato anche al Pescara 1 e al Pescara 8. 14 persone sono addette alla manutenzione, più 5 sotto forma di tirocinio di inclusione, a cui si sono aggiunte circa 20 nuove unità a inizio ottobre; 19 sono impegnate nel settore del verde pubblico; 13 per la tutela al degrado urbano; 28 beneficiari sono dislocati all'interno degli uffici comunali; 10 danno ausilio nel centro vaccini; 11 sono operativi negli impianti sportivi.
Il Comune ha attivato iniziative in collaborazione con altri enti pubblici e associazioni del terzo settore per un totale di una cinquantina di persone.
In questo ambito 10 utenti sono attualmente operativi nel tribunale a supporto nella digitalizzazione e archiviazione dei processi, più ci sono una ventina di persone con Puc attivi per la Asl e che si occupano dell’accoglienza nei distretti sanitari. Infine, ci sono altre venti persone circa operative in alcune associazioni che prestano attività di sensibilizzazione e promozione di attività culturali, gestione museale e operano in progetti a sostegno delle persone fragili.
«Con l'attivazione dei Puc», evidenzia Sulpizio «riusciamo a fornire importantissimi servizi in favore della collettività. Pensiamo a quanto sia preziosa la collaborazione dei nonni vigile, o ad esempio di chi fornisce assistenza in tribunale. Abbiamo tanti altri progetti in itinere», conclude l’assessore alle Politiche sociali, «per estendere e potenziare il personale nelle manutenzioni, migliorando i servizi per la città».
(m.pa.)
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