E in città parte la protesta: «Alcune vie sono sporche»

PESCARA. «Mi chiamo Cinzia Scarano, abito a Pescara e sono portavoce del malessere di molti cittadini per la situazione della raccolta dei rifiuti in città che segue vie molto differenti a seconda...
PESCARA. «Mi chiamo Cinzia Scarano, abito a Pescara e sono portavoce del malessere di molti cittadini per la situazione della raccolta dei rifiuti in città che segue vie molto differenti a seconda dei quartieri». Comincia così, una lettera inviata al Centro da una cittadina, corredata di foto per dimostrare che alcune zone della città sono sporche.
«In centro», scrive Scarano, «ci sono ancora i cassonetti per la raccolta differenziata, negli altri quartieri, quelli “Cenerentola”, siamo obbligati a mettere fuori dal portone file di pattumiere con i nostri rifiuti che verranno ritirati al mattino, non si sa bene a che ora, non si sa bene in che giorno. Infatti, spesso fino alle 10 sono ancora lì, se vengono ritirati. Ma da venerdì 28 gennaio abbiamo ancora tutto lì, insieme ai rifiuti Covid (si riconosce il sacco nero, chiuso con lo scotch bianco) che stazioneranno fino a quando?».
«Oltre all'aggravio per i dipendenti di Ambiente che si trovano a dover svuotare centinaia di pattumiere», si chiede la cittadina, «che senso ha questo tipo di scelta? A chi giova? Non sarebbe stato più logico dotare i quartieri di un maggior numero di cassonetti per accogliere i rifiuti, piuttosto che arrivare a questo scempio? Tra l'altro molti non erano informati della sparizione, perché gli opuscoli che ne davano notizia, avvolti nel cellophane, invece di essere messi nelle cassette della posta dei vari condomini, sono stati gettati a terra. Questo grazie all'assessore che si ritiene soddisfatta della buona riuscita del suo operato, ma forse non si è mai fatta una passeggiata nelle strade prescelte».
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