E in piazza Salotto si preparano a chiedere i danni al Comune

PESCARA. «Noi abbiamo messo i doppi vetri, perché altrimenti sarebbe impensabile, ma ciononostante in certi giorni è proprio da andare via». Lamberto Manzoli è uno dei residenti di piazza Salotto che...
PESCARA. «Noi abbiamo messo i doppi vetri, perché altrimenti sarebbe impensabile, ma ciononostante in certi giorni è proprio da andare via». Lamberto Manzoli è uno dei residenti di piazza Salotto che non sa più come difendersi da rumori e musica che vanno avanti fino a notte fonda.
«Finora ho scritto due lettere alla Asl», spiega, «ma purtroppo senza risultati, telefoniamo regolarmente ai vigili che non rispondono al contrario di polizia e carabinieri che rispondono, sì ma ci dicono che possono fare poco. Il problema è che quest’estate», spiega il residente, «c’è stato un peggioramento netto rispetto agli anni passati. Perché è un continuo di manifestazioni di tutti i generi, anche di giorno, con i bar che mettono le casse fuori, gli ambulanti, quelli che si mettono a ballare la break-dance: tutti si sentono autorizzati a mettere la musica a tutto volume. Siamo agghiacciati, non sappiamo più come difenderci. Perché poi finchè sono manifestazioni importanti lo capiamo pure, ma tutti i giorni c’è qualunque cosa, e spesso capita che le persone che assistono agli spettacoli con la musica a tutto volume sono pochissime». Una situazione esasperante, che ha indotto il cittadino a dotarsi di un misuratore di decibel «È professionale», sottolinea, «e alla finestra la sera arriviamo regolarmente sugli 80 decibel, che è tantissimo. Ma sono arrivato a misurare anche 92 decibel. Siamo disperati», ribadisce Manzoli, «e mi hanno detto che siamo in tanti ad essere arrabbiati. A questo punto l’unica cosa da fare è unire gli sforzi e fare un’unica causa. Ho studiato la questione e ho visto che c’è un precedente molto interessante nel comune di San Lazzaro di Savena dove con una sentenza del 13 febbraio 2013 la Corte di Cassazione ha dato ragione ai cittadini che hanno ottenuto dal Comune un risarcimento di diecimila euro a testa. È l’unica cosa da fare a questo punto, visto che le lettere e le lamentele non portano a niente. Senza voler fare nessuna polemica è una situazione che non può più continuare».
(s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

