E in viale Marconi il cantiere fa crollare gli affari delle feste

Va avanti la battaglia del comitato civico contro i lavori E fino al 9 gennaio c’è la raccolta fondi per le spese legali
PESCARA. I fatturati crollano lungo viale Marconi, arrivando anche a dimezzarsi. Viceversa, aumenta la solidarietà dei pescaresi che ormai da più parti della città hanno deciso di sposare la causa del comitato Salviamo viale Marconi, nato per contrastare la realizzazione delle 4 corsie.
«La settimana di Natale è stata un disastro», tuona Fabiana Tenerelli, commerciante e portavoce del comitato di esercenti e residenti della strada di Porta Nuova. «In genere questo è il periodo dell’anno nel quale si lavora di più, e invece quest’anno abbiamo fatto addirittura meno del mese di novembre, quando il commercio è ridotto ai minimi». Tenerelli non ha dubbi. La colpa è della nuova viabilità, tra parcheggi cancellati e troppe corsie. «Senza dimostrare nessun tipo di empatia e di comprensione, quest’amministrazione ha continuato imperterrita con i lavori nella settimana di Natale, quella clou dell’anno per il commercio. Da lunedì a giovedì scorso qui era una nuvola di polvere per gettare l'asfalto su tutta la strada. Quello che è venuto a mancare è stato persino l'acquirente di passaggio», prosegue la commerciante. «Addirittura ci telefonavano per chiedere se avevamo alcuni articoli disponibili, dicendo di essere disposti a raggiungerci solo con la sicurezza di trovare ciò che cercavano».
Secondo il comitato, i lavori non ancora completati hanno già dimezzato i fatturati, con i negozi che si sono ritrovati «almeno il 50 per cento in meno degli incassi. Stiamo ricevendo la vicinanza di tante persone anche da altri quartieri, che vogliono firmare per fermare questo scempio. Si sono uniti alla causa anche da viale Bovio, per esempio», prosegue Tenerelli.
Poco prima di Natale il comitato, che da mesi ha attivato la mobilitazione, ha aperto anche una campagna adesioni mirata a raccogliere i fondi necessari per sostenere la battaglia legale che ormai è sempre più convinto di portare avanti. Lo scorso 22 dicembre il Comune ha reso disponibili gli atti che il comitato aveva ufficialmente richiesto. «I termini erano scaduti il 16 dicembre, 30 giorni dopo la nostra richiesta», ricorda Tenerelli «e il Comune non ci aveva fatto pervenire nulla, tanto che ci siamo messi in moto per presentare due ricorsi: uno riguardava la mancata risposta di accesso agli atti, il secondo nel merito. Forse dopo un nostro post su Facebook qualcuno si è ravveduto e hanno messo in piedi assurde giustificazioni per il ritardo». Il Comune nei giorni scorsi, attraverso una nota aveva chiarito: «La richiesta è pervenuta agli uffici del settore Lavori pubblici in data 21 novembre, protocollata e trasmessa agli uffici competenti il 24; la documentazione (delibere, approvazione Sus, progetto e variante) è stata inoltrata via pec al legale presso il quale il comitato ha eletto domicilio, mercoledì 22 dicembre».
«Non è assolutamente vero» ribadisce Tenerelli, «perché la pec di richiesta è stata inoltrata il 16 novembre e abbiamo la ricevuta che lo dimostra. Quindi i termini erano scaduti il 16 dicembre». Ora che l’ente ha messo a disposizione gli atti, i legali, l’avvocato Augusto Careni che affianca il comitato dalla sua costituzione e lo studio Di Tonno che sta seguendo anche il percorso legale contro la filovia, assistendo il comitato Strada Parco Bene Comune, valuteranno tutto quello che è stato inviato. «Poi decideremo come procedere», anticipa la portavoce. «Se dovesse mancare qualche importante elemento andremo avanti con i due ricorsi, altrimenti presenteremo solo quello nel merito del progetto».
La terza mossa del comitato sarà anche quella di inoltrare una comunicazione all’Unione Europea di difformità tra l’approvazione del progetto finanziato e quello in corso di realizzazione. Per sostenere i costi legali, il comitato proprio poco prima di Natale ha fatto partire una raccolta adesioni che culminerà il 9 gennaio alle 11 all'hotel Regent, per lasciare quote e firme.
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