E l’Ater di Chieti annulla la selezione

Il caso: esposto anonimo fa scattare il provvedimento di autotutela per otto assunzioni
CHIETI. Tutto da rifare. Il concorso per assumere 8 figure professionali necessarie all’Ater di Chieti per colmare una carenza organica complessiva di venti posizioni, è stato annullato.
Si tratta del primo provvedimento adottano dal neo-presidente dell’azienda teatina, l’avvocato di San Vito Chietino Luigi Comini, subentrato pochi giorni fa al sindaco di Fara San Martino ed esponente di Fratelli d’Italia, Antonio Tavani, dimissionario già dallo scorso mese di dicembre.
Con un atto deliberato dal Cda dell’Ater il 30 maggio scorso e recepito il giorno dopo dall’Aric, l’Agenzia regionale per l’informatica e la committenza che materialmente curava l’iter della selezione pubblica, è stato deciso l’annullamento per motivi di autotutela e trasparenza dell’ente pubblico economico che si occupa di edilizia popolare. E proprio questi motivi trasformano il drastico provvedimento in una notizia singolare nel suo genere. Dall’Ater non hanno remore a rivelare che il concorso era finito nel mirino di un esposto anonimo inviato non solo all’Aric ma anche all’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, in cui venivano contestati i criteri di selezione. In sintesi, i requisiti per partecipare e vincere erano definiti troppo selettivi e funzionali prevalentemente, se non esclusivamente, al personale della stessa azienda. Ma più che una delazione con ipotetici risvolti penali, sembrava una critica, peraltro sollevata da un personaggio anonimo molto documentato oltre che interessato all’esito del concorso. In altre parole, secondo il misterioso autore dell’esposto, i criteri per la selezione dovevano essere aperti a una platea più vasta.
La reazione del neo-presidente che, come legale, ha ricoperto all’interno dell’ente il ruolo di responsabile dell’Organismo di valutazione, è stata pratica e immediata. Forte del fatto che in questa fase ancora iniziale del concorso la procedura può essere azzerata, se sussistono motivi validi, senza arrecare danno ai concorrenti, come stabiliscono sia la legge sulla trasparenza degli atti pubblici (la 241 del 1990) sia sentenze del Tar, Comini ha deciso di spazzare via i sospetti sollevati dall’anonimo, rinunciando al concorso il cui bando era stato pubblicato sul sito Aric il 3 maggio scorso.
La selezione per 8 posti riparte daccapo, questa volta però con criteri di selezione più aperti e valutati in house, cioè direttamente dall’Ater di Chieti. Che ha forte necessità di recuperare il tempo perso sia perché l’organico attuale, ridotto ai minimi termini durante una precedente fase di commissariamento disposto dalla Regione per note vicende giudiziarie che decapitarono vecchi vertici aziendali, dev’essere integrato sia perché nel 2024 scadrà l’attuale Cda che corre di pari passo con le elezioni e il rinnovo dell’amministrazione regionale. (l.c.)

